Grammy Awards 2016, quale sarà la canzone dell'anno? Le previsioni (scientifiche) di Musixmatch

E' possibile predire quale sarà la canzone ad essere nominata "Song of the year" ai prossimi Grammy Awards basandosi sulla statistica e non sull'intuito o sul gusto dell'autore della previsione stessa?


Musixmatch, uno dei maggiori "lyric provider" operanti sul Web, ha aperto i propri archivi e, incrociando i dati con lo storico dei vincitori di uno degli Oscar della musica più ambiti dai discografici d'oltreoceano, ha provato - per mezzo di uno studio condotto da Varun Jewalikar e Federica Fragapane disponibile in versione integrale a questo indirizzo - ad analizzare il passato per anticipare il futuro.


Innanzitutto, l'analisi prende in considerazione le caratteristiche delle opere vincitrici in passato dalle palma di "Song of the year" per fornire una sorta di identikit del brano tipo: eccezion fatta per "Nel blu dipinto di blu" di Domenico Modugno, vincitrice del titolo nel '58, e al netto della candidatura di "La bamba" nella versione dei Los Lobos (candidata nell''87), tutti i brani premiati con il prestigioso titolo sono cantati in inglese o strumentali.


Si passa poi al numero di parole utilizzate per comporre il testo: mentre la densità lirica dei brani è cresciuta in media di quattro parole all'anno, non sono sempre i frutti dei parolieri più generosi a conquistare il premio. "The Battle of New Orleans" di Johnny Horton è stato il brano con più parole a vincere, all'inizio degli anni Sessanta, il premio, ma - come illustrato nell'infografica - ad avere la meglio, in genere, sono composizioni il cui numero di parole utilizzate sia leggermente sopra o sotto la media.


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Le parolacce, alla giurati dei Grammy Awards, piacciono poco: in tutta la storia dei premi, c'è stata una sola canzone ("Rolling In the Deep" di Adele) a contenere un parolaccia ("shit"). Altre diciassette canzoni con contenuti espliciti sono state nominate, senza però vincere il premio.


C'è poi da considerare l'aspetto della tonalità: quella maggiore sembra essere la più indicata per avere successo nell'impresa, soprattutto se Re, Do o Fa.

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Detto che la durata più indicata per porre l'ipoteca sul titolo, sempre secondo lo studio, è quella in genere media delle composizioni mainstream occidentali, non rimane che comporre il mosaico per elaborare le previsioni: a fronte dei dati emersi analizzando lo storico, la Grammy Awards song of the year più probabile è "Alright" di Kendrick Lamar, seguita da "Girl crush" dei Little Big Town e "Blank space" di Taylor Swift. Non partirebbe tra le favorite "See you again" di Wiz Khalifa, mentre ancora meno chance di successo avrebbe "Thinking out loud" di Ed Sheeran.


A margine, un dato importante: contrariamente a quanto si possa pensare, i parametri riferibili al testo sono risultati del doppio più rilevanti di quelli relativi alla musica nell'identificazione dei vincitori.

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