Sanremo 2016, le Nuove Proposte. Parla Cecile, in gara con 'N.E.G.R.A': 'Il rap è la mia passione, ma amo Skin'

Sanremo 2016, le Nuove Proposte. Parla Cecile, in gara con 'N.E.G.R.A': 'Il rap è la mia passione, ma amo Skin'

"'N.E.G.R.A'? E' una canzone molto forte, contro l'ipocrisia: la diversità non deve fare paura": la cantante romana di origini camerunensi Cecile presenta con queste parole a Rockol il brano che porterà in gara tra le "Nuove Proposte" al Festival di Sanremo 2016. Una canzone che affronta il tema della discriminazione, non solo razziale: "Il ritornello è un'iperbole, vuole smascherare le idiozie della gente. Urliamo negra ad una donna, ma poi quando si spoglia quell'insulto sparisce, non esiste più, e del colore della sua pelle non ce ne importa più niente. 'Negra' è un pretesto, avrei potuto cantare anche 'nana' o 'grassa'", dice Cecile, "denuncio l'ipocrisia delle persone che insultano chi è diverso: il diverso è bello, non deve fare paura". Parte da un'esperienza personale? "Non del tutto. Ho vissuto l'infanzia e l'adolescenza in un ambiente sano: sono nata in Italia, mia nonna è italiana", racconta la 21enne cantante, "è successo che alcuni bambini mi abbiano insultata per il colore della mia pelle, ma non ho mai preso i loro insulti sul personale. E' successo, e succede, perché molti genitori non abituanoalla diversità: i bambini sono lo specchio dei genitori. Sono sempre stata una persona solare, in pace, mi sono sempre fatta scivolare tutto quanto addosso. Tantissime persone sono vittime di discriminazione, non necessariamente legata al colore della pelle, ma non hanno il coraggio di denunciare".

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A livello di suono, "N.E.G.R.A" è una canzone orientata su sonorità r&b, a tratti rap, con una base dubstep: "E' un brano che rispecchia molto quello che faccio, musicalmente parlando. Il disco che uscirà nella settimana del Festival sarà tutto così, incentrato su pezzi dalle sonorità dubstep intorno ai 70 bpm. Lo sto producendo insieme ai miei collaboratori Alberto Faini, Riccardo Mei e Lorenzo Lombardi", spiega lei, "adoro il rap, mi viene facile essendo madrelingua. Ma ho ascolti piuttosto variegati: mi piace Jay Z, adoro Adele e Beyoncé, ma sono appassionata di Skin. E in Italia seguo Nina Zilli".

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Cecile Vanessa Ngo Noug è nata a Ostia - nei pressi di Roma - nel 1994, quando sua mamma aveva appena diciassette anni, e da piccola è stata accudita da una suora laica del Centro per la Vita, suor Elena, che ancora adesso è per Cecile una figura centrale, tanto da essersi guadagnata l'appellativo di Nonna Elena: "Nonna è la donna della mia vita: mi ha cresciuta, io la chiamo addirittura mamma", racconta la cantante, "è una persona fantastica, se sono qui in questo momento è soprattutto grazie a lei, che ha preso sotto la sua ala mia madre e ha fatto in modo che desse alla luce me. Ha fatto tanto per noi e la considero la persona più importante della mia vita". La passione di Cecile per la musica è nata proprio grazie a Nonna Elena, come lei stessa rivela: "Quando avevo tre anni, mi comprò una pianola piccolissima. Volevo sempre che lei suonasse con me. Poi, da sola, ho imparato a suonare il pianoforte e alle medie ho cominciato a strimpellare anche il violino, studiando in una sezione musicale. Il violino, per me, ha sempre rappresentato uno strumento ricco di fascino: nonna, a Natale, mi portava sempre a concerti con grande orchestre e tutti quegli archi mi sembravano meravigliosi. Dal violino classico, poi, sono passata a quello elettrico e, infine, ho cominciato a cantare. Devo ammettere, però, che la musica 'studiata' non mi piace: preferisco suonare, preferisco fare musica, più che studiarla".

Quello di Cecile è stato un destino opposto a quello di sua mamma Marie Madeleine, che negli anni si è scoperta calciatrice, arrivando a giocare addirittura per la squadra femminile della Roma: "Mia mamma gioca a calcio tutt'ora, in Serie C: ha 39 anni, ma è ancora una delle più forti della sua squadra", racconta divertita Cecile, "una volta mi ero messa in porta, cercando di parare un suo tiro. Il risultato? Mi ha rotto un dito".

A proposito della sua partecipazione al Festival di Sanremo, la cantante dice: "Ancora devo realizzare, non ci riesco: giorno dopo giorno mi rendo conto di aver fatto un passo importante della mia carriera. Le eliminatorie sono state il momento più brutto del percorso. Sono felice ed orgogliosa di essere arrivata fin qui. Porterò sul palco dell'Ariston un messaggio importante".

(di Mattia Marzi)

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