Keith Richards, frecciata a Mick Jagger: 'Nei suoi album solisti non ha niente da dire'
Continua a non fare prigionieri, il chitarrista dei Rolling Stones, nel tour de force promozionale del suo più recente album in proprio, "Crosseyed Heart": dopo aver sparato ad alzo zero su colleghi come Led Zeppelin, Who e Grateful Dead, Keith Richards ha pensato di sistemare anche il suo storico partner creativo Mick Jagger. Che tra i due il rapporto non sia dei più lineari non è una novità, ma il ritrovato slancio seguito al ritorno sui palchi per il "50 and counting tour" - sfociato poi in una più articolata tournée dal vivo e (forse) in un nuovo album in studio - pareva aver messo la sordina alle frizioni tra i due veterani rocker britannici.
Intervistato da GQ, invece, l'autore di alcuni dei più celebri riff mai scritti per una sei corde c'è ricascato. Nel mirino dei suoi strali, questa volta, sono finite le sortite discografiche soliste del socio. Che, a detta di Richards, avrebbero la sola funzione di appagare l'ego ipertrofico del frontman:
"Io i miei dischi solisti li ho fatti perché Jagger non stava lavorando con noi [Rolling Stones]. I suoi [di Jagger] hanno più che altro a che fare con l'ego. Non ha davvero niente da dire. Quanti ne ha fatti? Due? [in verità quattro, contando anche "Wandering spirit" del '93 e "Goddess in the doorway" del 2001] "She’s the boss" e "Primitive cool"? Tu li hai mai ascoltati [rivolgendosi all'intervistatore]?"
E, alla risposta negativa:
"Nemmeno io: li ho lasciati lì così come sono da quando me li hanno dati (...). Non ho mai pensato che fare dischi possa essere un modo per diventare famoso o fare delle dichiarazioni. Voglio solo fare dei buoni album con buoni musicisti, suonare il meglio che posso e imparare"