Da Bloody Beetroots a SBCR: Sir Bob (quasi) senza maschera - VIDEOINTERVISTA

Da Bloody Beetroots a SBCR: Sir Bob (quasi) senza maschera - VIDEOINTERVISTA

Fa un po' effetto vederlo quasi senza maschera. L'aura di mistero è un effetto prevedibile che genera chi si nasconde il viso, e nel mondo dello show business è sempre stata uno strumento potentissimo per alimentare la curiosità di fan e media. Lo sa bene Sir Bob Cornelius Rifo, alias la mente dietro il progetto di musica elettronica The Bloody Beetroots e pseudonimo di Simone Cogo: una matrioska di identità che conducono al ragazzo sorridente che chi scrive si trova davanti ai fini di questa intervista. Sta cambiando pelle e maschera, mettendo in pausa il progetto Bloody Beetroots e portando avanti quello denominato SBCR - che si esibirà il 5 dicembre al Fabrique di Milano - e per il quale ha scritto un manifesto: "SBCR è totalmente dedicato all’esplorazione della musica elettronica, in tutte le sue sfaccettature, ha l’intento di essere un progetto di sperimentazione del linguaggio, basato sulla musica, la moda, la fotografia e su citazioni iconografiche". Con un'estetica "Distorta ma elegante", e una nuova maschera che non c'è ancora, ma ci sarà. Quando lo abbiamo incontrato, si è nascosto dietro un cappellino, occhiali da sole e una bandana. 


 "E la maschera?"
"Ci sarà una transizione tra maschera nuova e maschera vecchia e nella transizione c'è questo aspetto che ho quando faccio le interviste. Però la maschera è attualmente in uso, sebbene si evolverà nel giro di... Punto di domanda, non lo so", ci spiega

Entro il 2017 il costume di scena cambierà del tutto accompagnando l'evoluzione artistica di Sir Bob, ma sulla nuova scelta estetica ancora non si sbilancia: "E' un mistero al grande pubblico, in realtà so già dove voglio andare però non ve lo posso ancora far vedere."
La nuova genesi è iniziata mesi fa, con l'uscita di "SBRC & Friends, Vol.1" e "SBRC & Adversaries, Vol.2", due EP usciti rispettivamente in primavera e in estate e che hanno presentato al pubblico il nuovo sound "da solista" e che lo vede nella veste di DJ. Che le due strade si stiano separando? "SBCR è un progetto complementare ai Bloody Beetroots, ha il compito di creare del nuovo sangue su quello che sarà poi l'evoluzione del gruppo. Per me era necessario uscire da una zona di comfort per ripristinare un certo tipo di mentalità artistica. Se per tanti anni fai una cosa per rigenerarti devi per forza uscire dal tuo standard per portare poi nel tuo main project qualcosa di nuovo. SBCR mi sta aiutando a fare questo."

SBCR è dedicato all'esplorazione della musica elettronica: come spiega ancora il manifesto, vuole "cercare e distruggere la superficialità dei nostri giorni": "Lo faccio nella ricerca di un'identità artistica, che è qualcosa che va costruita con della materia, in questo caso la mia materia è la musica. Per me la sostanza è citare la storia all'interno delle mie produzioni e cercare di utilizzare strumentazioni che fanno parte della storia per dare concretezza a quelle che sono le mie produzioni. E' una cosa che facevo con Bloody Beetroots e che faccio anche con SBCR ma in modo completamente diverso."

Il tema della ricerca identitaria ricorre, insieme al concetto di "distruggere per creare": "E' sempre stato il mio motto, la storia della mia vita. Credo perché io ho bisogno di rigenerarmi molto in fretta. Dopo aver creato ho bisogno di distruggere e rivedere la cosa sotto un punto di vista diverso."

L'idea stessa di un "manifesto" suggerisce una qualche forma di impegno o presa di posizione sociale, come recita il passo "Basiamo la nostra estetica sulle rivoluzioni locali, sul malcontento sociale. Il nostro linguaggio è forte, diretto, coraggioso, accurato e dettagliato. Noi siamo la Resistenza". Resistenza contro chi o cosa?
"Contro un certo tipo di branding che la musica elettronica ha sviluppato negli ultimi cinque anni; l'idea è di cercare di riportare un po' di integrità artistica sulla scena."

La sperimentazione musicale è al centro dei due EP usciti finora: "Forse non è ancora deducibile da queste prime due uscite, lo sarà molto di più con il terzo EP. Il pubblico può aspettarsi qualcosa di più ampio a livello di generi musicali, ci sarà l'utilizzo della voce di ospiti, tra questi posso anticipare che ci saranno i Gallows, una cross-punk band che stimo molto e con i quali ho voluto lavorare per rompere un po' i confini della musica contemporanea."
SBCR arriverà in Italia il 5 dicembre al Fabrique di Milano e abituati a vedere Sir Bob spalleggiato dalla sua live-band ci incuriosisce il modo in cui stavolta il palco sarà "riempito" da una sola persona.
"Dal vivo SBCR si esprime come DJ, però lo fa con un po' di umanità in più: cerco di utilizzare le mie movenze per comunicare con le persone, non stando semplicemente dietro ad una consolle ma interagendo in un modo che appartiene molto di più ad una band che a un DJ."

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