Ringo Starr, esce l'album del concerto in suo onore del 2014. GUARDA e ASCOLTA

Ringo Starr, esce l'album del concerto in suo onore del 2014. GUARDA e ASCOLTA

Esce il 4 dicembre "Ringo Starr: The Lifetime Peace & Love Tribute Concert", la documentazione sonora della serata celebrativa organizzata dal regista David Lynch il 20 gennaio 2014 all'El Rey Theatre in onore dell'ex batterista dei Beatles. La Foundation for Consciousness-Based Education and World Peace aveva conferito lo speciale riconoscimento a Ringo Starr in considerazione del suo ruolo di "pioniere" della Meditazione Trascendentale.
Il riferimento è naturalmente al periodo in cui i Fab Four seguirono gli insegnamenti del Maharishi, nel 1968, diventando "testimonial" globali della pratica della Meditazione Trascendentale.

Nel suo discorso di quella sera, Ringo disse fra l'altro di aver continuato, sebbene in maniera irregolare, a praticare la meditazione, e in particolare "negli ultimi quattro anni, nei quali ho meditato per 364 giorni l'anno".
La serata si era conclusa con un concerto nel quale i musicisti ospiti avevano rieseguito brani noti e meno noti della carriera di Ringo. La house band era costituita da Benmont Tench (Tom Petty and the Heartbreakers) alle tastiere, Steve Lukather (Toto) e Peter Frampton alle chitarre, Kenny Aronoff (della band di John Mellencamp) alla batteria, e Don Was al basso. Jesse Elliott e Lindsay Giles degli Ark Life avevano aperto con una versione blues di "Can't Do It Wrong" (un brano dall'album di Ringo del 2010 "Y Not"); tre dei sei componenti degli Head and the Heart (Josiah Johnson, Jonathan Russell, and Charity Rose Thielen) avevano proposto "Octopus's Garden" (dall'album dei Beatles "Abbey Road");

Brendan Benson dei Raconteurs aveva eseguito "Don't Go Where the Road Don't Go" (dall'album di Ringo del 1992 "Time Takes Time"); la leggenda del soul Betty Lavette aveva incendiato la platea con una torrida versione di "It Don't Come Easy", uno dei primissimi singoli di Ringo da solista, datato 1971; Ben Folds si era lanciato in una sua interpretazione di "Oh my my", il boogie-woogie dell'album "Ringo" del 1973; Ben Harper aveva scelto "Walk With You" (anche questa da "Y Not"); Joe Walsh aveva proposto una versione heavy metal di "Back off Boogaloo" (anche questa un singolo di Ringo, datato 1972).
Il festeggiato era poi salito sul palco per tre canzoni: la sua "Photograph", del 1973, una scintillante "Boys" (

la canzone delle Shirelles incisa dai Beates nel loro album d'esordio, "Please please me", 1963),
 

e l'inevitabile "With a Little Help from My Friends", in un'esecuzione corale alla quale si erano uniti, dalla platea, Sheila E., Edgar Winter e Jim Carrey.
L'album in uscita ripercorre puntualmente la setilist, con questa tracklist:

1. Ark Life - "Can't Do It Wrong"
2. The Head and the Heart - "Octopus's Garden"
3. Brendan Benson - "Don't Go Where The Road Don't Go"
4. Bettye LaVette - "It Don't Come Easy"
5. Ben Folds - "Oh My My"
6. Ben Harper - "Walk With You"
7. Joe Walsh - "Back Off Boogaloo"
8.

Ringo Starr - "Photograph".
9. Ringo Starr - "Boys"
10. Ringo Starr - "With A Little Help From My Friends"

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