Glen Hansard a Lucca: il report del (nuovo) concerto segreto - VIDEO

Glen Hansard a Lucca: il report del (nuovo) concerto segreto - VIDEO

“Look, I’m a comics hero!”. Glen Hansard, qualche settimana fa a Bologna, nei camerini dell’Antoniano, poco dopo il suo concerto, stringeva tra le mani la copia numero uno del vinile “Lowly Deserter”, un Ep con tre canzoni la cui copertina è appunto un grande poster a fumetti, e mostrava a tutti i disegni di Fabio Visintin, esclamando orgoglioso: “Guardate, sono un eroe dei fumetti!”. Per venire a capo di questa storia, forse conviene fare un passo indietro, fino a quest’altra che avevamo raccontato nell’estate del 2014. In quel periodo, infatti, il cantante irlandese aveva stretto una curiosa amicizia con un gruppo di lucchesi: il titolare di un negozio di dischi, René Bassani, e una pattuglia di clienti e amici, da anni fan di Hansard. Da quell’incontro casuale era nata l’idea di un concerto privato, tenutosi due giorni dopo in un bellissimo fondo nel centro di Lucca. Normalmente la storia avrebbe dovuto finire qui, con una foto incorniciata e appesa al muro e i filmati di Youtube a testimoniare la magia di quella notte. Invece no, perché a Bassani e gli altri evidentemente non bastava: rimasero in contatto con il loro eroe, gli inviarono una foto scattata nel corso di una cena celebrativa dell’evento, in cui tutti i commensali avevano sul volto una maschera con la faccia di Glen Hansard, quella dipinta sulla copertina del primo album, "Rhythm amd repose", chiedendogli di tornare quanto prima. Risposta via sms: “Organizzate, e torno quando volete”. A quel punto la gente dello Sky Stone & Songs (questo il nome del negozio) pensò di alzare la posta, proponendo la realizzazione di un Ep in vinile a tiratura limitata (500 copie) che mettesse insieme le due passioni di Bassani, una specie di visionario entusiasta, la musica e i fumetti. Glen accettò subito, regalando tre canzoni, tra cui “Lowly Deserter”, tratta dal recente "Didn’t he ramble", da cui è stata tratta una storia a fumetti firmata da Fabio Visintin, autore appena premiato al Lucca Comics con il Gran Guinigi per il suo lavoro “Natali Neri”, giudicato la miglior storia breve dell’anno. Gli altri due pezzi inseriti nel disco, i cui proventi sono stati destinati ad Amnesty International, sono Bird of sorrow e Fitzcarraldo, nella recente versione incisa dai Frames per la raccolta Longitude. Per mesi il lavoro di realizzazione è andato avanti, Bassani ha addirittura fondato un’etichetta discografica, la Sky Stone & Records, e venerdì 30 ottobre alle 11 il disco è stato presentato proprio al Lucca Comics, alla presenza di Visintin, di Bassani e dello stesso Hansard. Che una volta sul palco, davanti alle duecento persone che si erano messe in fila fin dalla mattina presto, oltre a raccontare la storia dell’amicizia con i lucchesi e a parlare del fumetto con parole di sentito apprezzamento, ha cantato quattro canzoni ("Lowly deserter", "Bird of sorrow", "Her mercy" e l’inedita "Way back when"), condensando in quei venti minuti e passa un’intensità e un campionario di emozioni che hanno letteralmente travolto la platea.

 

Conclusa la presentazione, per mancanza di spazio all’ingresso del teatro, i presenti hanno seguito Hansard in una curiosa processione verso lo Sky Stone, a poche centinaia di metri, dove ha firmato le copie del disco fino alle 14, consumando un prolungato abbraccio con i suoi fan. Finita qui? Nemmeno per sogno. Nel pomeriggio il Museo Puccini lo ha invitato a visitare la casa natale del compositore e a suonare il suo pianoforte, che Hansard ha toccato con grande rispetto e solo per pochi accordi, dicendosi molto emozionato. La sera, poi, si è ripetuto il miracolo del luglio 2014: un secondo concerto “segreto” (o quasi), stavolta nello studio dell’artista Andrea Salvetti, a pochi chilometri da Lucca: un capannone industriale pieno di opere d’arte e trasformato per l’occasione in una splendida e insolita venue. E a quel punto ogni eventuale dubbio residuo sulla generosità dell’ospite d’onore, è stato spazzato via: due ore di show, dalle 21,45 alle 23,45, con l’aiuto di Marco Bachi (Bandabardò) al contrabbasso. Nel pomeriggio le prove con una scaletta di diciassette pezzi, poi ampiamente stravolta, e comunque piena zeppa di perle: molti brani dall’ultimo lavoro ("Winning streak", "Wedding ring", "Grace beneath the pines", "Her mercy", "My little ruin", "Paying my way", "Lowly deserter"), alcuni passi indietro al disco solista d’esordio ("Love don’t leave me waiting" con dentro una citazione di "Northern Sky" di Nick Drake, "High hope", "Bird of sorrow", "Revelate", "This gift"), un immancabile accenno alla colonna sonora del film Once ("When your mind’s made up", e quella "Falling slowly" che gli valse l’Oscar nel 2008, qui cantata in duetto con Emma Morton, che vive vicino a Lucca), due inediti ("Didn’t he ramble" e "Way back when") un paio di cover del livello di "Astral Weeks" di Van Morrison e "Hold on Magnolia" di Jason Molina, e il traditional irlandese "Auld triangle", cantato a squarciagola da tutti i presenti. Una volta posata la chitarra, e ricevuto l’abbraccio di gratitudine che meritava, Glen è rimasto lì a bere qualche birra e ascoltare i musicisti locali che avevano appena preso il suo posto. Fino all’una del mattino, quando (senza che nessuno avesse il coraggio di chiederglielo) ha deciso di unirsi a loro, lanciandosi in una sfilza di strepitose cover unplugged, tra cui Coyote di Joni Mitchell, I shall be released di Bob Dylan e quella Drive all night di Springsteen già pubblicata su Ep nel 2013.

All’una e mezzo, quando si era già messo giaccone cappello per andarsene, non ha resistito alle prime note di "Passing through" suonata con l’ukulele da uno dei suoi nuovi amici, e ha chiuso una memorabile giornata proprio come chiude molti dei suoi concerti, cantando “Tell the people that you saw me passing through”. Un passaggio che a Lucca in tanti non dimenticheranno facilmente.

Lorenzo Mei

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