Da riscoprire: la storia di “Are you experienced?” di Jimi Hendrix

Da riscoprire: la storia di “Are you experienced?” di Jimi Hendrix

È uno dei dischi di debutto più influenti nella storia del rock, l’avvento di un musicista senza eguali. Pubblicato nel maggio 1967, “Are you experienced?” è la prima testimonianza del talento della Jimi Hendrix Experience, trio guidato dal chitarrista originario di Seattle È frutto del clima culturale della Londra di fine anni ’60, dove si muovono Beatles e Rolling Stones, ma è evidentemente influenzato dal blues e dagli stili americani con cui il musicista s’è misurato fin da ragazzo.

Hendrix allarga le possibilità espressive della chitarra elettrica, ma non è un fenomeno circense che stupisce solo suonando lo strumento con i denti, è un musicista completo e un autore pieno d’immaginazione. Verranno incisioni più mature, ma “Are you experienced?” resta un album rivoluzionario che affonda le radici nel passato per immaginare il futuro.

La storia di “Are you experienced?” inizia il 24 settembre 1966 con l’arrivo di Hendrix a Londra, la città che cinque mesi prima una celebre cover story del Time ha definito “The swinging city”. Il chitarrista si fa ancora chiamare Jimmy, ha con sé una Stratocaster e una gran voglia di sfondare. Ha girato gli Stati Uniti con Isley Brothers, Little Richard e Curtis Knight, ha partecipato a varie sedute d’incisione come session man, s’è fatto notare a New York e ora sta sviluppando una versione intensamente elettrica del rock-blues che non può che sfociare in una carriera solista. Il viaggio in Inghilterra è stato organizzato dal bassista degli Animals Chas Chandler. Aspira a gestirne la carriera con il manager Michael Jeffery e trova stupefacente che un musicista di quel talento non sia ancora stato messo sotto contratto. È lui ad aprirgli le porte della scena londinese nel periodo descritto dal film “Jimi: All is by my side”. A quell’outsider di 24 anni bastano poche esibizioni improvvisate per far colpo: i chitarristi come Eric Clapton, Jeff Beck e Pete Townshend lo temono, i membri dei Beatles e dei Rolling Stones lo sponsorizzano, le ragazze lo desiderano. Dalle audizioni per mettergli a fianco un gruppo spuntano il bassista Noel Redding e il batterista Mitch Mitchell, quest’ultimo preferito a Aynsley Dunbar solo dopo al lancio di una moneta. Jimmy diventa Jimi e il trio prende il nome di Experience. La loro musica è un’esperienza che apre nuovi orizzonti.

Nel giro di tre settimane dall’arrivo in Inghilterra Hendrix ha un gruppo, un ingaggio per un breve tour in Francia come supporter di Johnny Hallyday e uno studio di registrazione prenotato per incidere un singolo. Chandler è rimasto folgorato dalla sua versione di “Hey Joe”, uno standard popolare dall’inizio degli anni ’60 in cui il protagonista uccide la moglie che l’ha tradito e si dirige verso il Messico per sfuggire all’impiccagione. Lo sceglie come lato A del primo 45 giri dell’Experience, con l’originale “Stone free” sul retro. Rifiutato dalla Decca, il singolo esce per la Polydor per intercessione dei manager degli Who che stanno per lanciare la propria etichetta Track. Pubblicato in dicembre, entra in classifica grazie alla partecipazione allo show televisivo “Ready, Steady, Go” e, a quanto si dice, alla manipolazione dei dati di vendita. “Voglio essere il primo uomo a raccontare come si suona il blues su Venere”, dice in quei giorni Hendrix. La stampa si concentra piuttosto sul suo aspetto fisico, sulla sua aura misteriosa, sul colore della pelle. Lui indossa giacche militari d’epoca e sprizza sensualità da tutti i pori, la rivista Disc and Music Echo lo chiama “il selvaggio del Borneo”. Di certo, Jimi Hendrix sembra un alieno persino nell’animatissima scena inglese del 1967 dove i Beatles si preparano alla svolta psichedelica di “Sgt. Pepper” e i Pink Floyd mettono in piedi i loro primi light show. “Non perdete quest’uomo”, recitano i manifesti pubblicitari dell’epoca, “è la perfetta sintesi di Dylan, Clapton e James Brown”.

L’Experience rientra in studio nel gennaio 1967 per incidere il secondo singolo “Purple haze” / “51st Anniversary” e macina concerti, anche nel resto d’Europa. Gli amplificatori Marshall permettono a Hendrix di suonare a un volume impressionante. Quando si esibisce in un programma tv olandese, le vibrazioni prodotte dalla musica fanno staccare l’intonaco di un hotel adiacente, o così racconta la leggenda. Pubblicata in marzo, “Purple haze” dimostra la volontà di liberarsi dalle convenzioni fin dall’introduzione dissonante e con i suoi riferimenti ai “vapori purpurei” rafforza l’associazione del musicista con la psichedelia. Tra febbraio e aprile il trio entra ed esce dal DeLane Lea Studio dove incide l’album di debutto per poi rifinirlo ai più attrezzati Olympic Studios. Il processo di registrazione è frammentato, le incisioni sono prenotate di volta in volta, in base alla disponibilità economica del trio che raccoglie fondi suonando dal vivo. Preceduto di pochi giorni dal terzo singolo “The wind cries Mary”, scritto dal chitarrista dopo un litigio con la fidanzata Kathy Etchingham, il 33 giri “Are you experienced?” esce il 12 maggio 1967. Non contiene le sei canzoni pubblicate nei mesi precedenti, che saranno integrate all’album nella ristampa per il ventennale. Nella foto di copertina, Hendrix allarga le falde del mantello che indossa, dal quale spuntano Mitchell e Redding. L’edizione americana avrà un’altra copertina e una track list differente comprendente anche i lati A dei singoli.
 


Il rock-blues, il rhythm & blues, il funk, persino il jazz diventano “altro” nelle mani di Hendrix.

L’album mette assieme il feeling di una performance dal vivo e le possibilità offerte dagli studi di registrazione di sovrapporre strati sonori. Le due voci di Hendrix, il canto e la chitarra, hanno il carattere crudo della musica sudista e l’immaginazione sfrenata della psichedelia. Ci sono momenti di puro istinto musicale come il riff di “Foxy lady” o il blues di “Red house”, e piccoli artifici come il nastro riprodotto al contrario nella traccia che dà il titolo al disco o i suoni alterati di “Third stone from the sun”. Le canzoni trasmettono la voglia di travalicare limiti e confini, personali ed estetici. Pubblicato in un periodo in cui gli album racchiudono mondi e sono esperienze totalizzanti, “Are you experienced?” è il lavoro di un musicista che insegue il mito della libertà assoluta. Ed è solo l’inizio. Un mese dopo la pubblicazione del 33 giri, l’Experience si esibisce sul palco del festival di Monterey, in California. La performance è strepitosa - come tutte le sue performance, compresa quella dello .

storico concerto Atlanta International Pop Festival del 4 luglio 1970 documentata dal DVD  Electric Church . Jimi Hendrix entra nella storia.

“Are you experienced?” di Jimi Hendrix è disponibile su Legacy Recordings. Sul sito dedicato all’immenso catalogo italiano e internazionale di Sony Music, puoi scoprire tantissime news, curiosità e promozioni dal mondo della musica. Un archivio con tutti i protagonisti, la loro discografia e l’opportunità di pre-ascoltare moltissimi brani.
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