Benché l'ex chitarrista dei Led Zeppelin sia uno di quegli artisti che non possano essere presi se non sul serio, chi vorrà fare dell'ironia sul suo nuovo proclama - apparso oggi sull'edizione statunitense di Rolling Stone - circa il ritorno all'attività musicale di materia prima ne troverà parecchia: è infatti ormai da qualche anno che Jimmy Page ventila un suo possibile ritorno al mercato discografico - sul quale apparse "in proprio" per l'ultima volta nell''88 con "Outrider" (essendo "Lucifer rising and other sound tracks" del 2012 composta da outtakes estratte dagli archivi) - senza però dare segnali concreti del progetto. Il proposito, l'asso britannico della chitarra, lo espresse già nel 2012, per poi tornarci sopra una volta l'anno successivo e altre quattro volte nel 2014, e chiudere un bellezza lo scorso febbraio: a tante parole, però, mai sono seguiti riscontri completi.
Archiviato il lavoro sulle ristampe dei Led Zeppelin e gli impegni ad esse connessi, però, Page è certo di poter finalmente realizzare i suoi propositi:
"Il giorno dopo la pubblicazione dell'ultima ristampa [il 31 luiglio] mi pettinerò le sopracciglia, starò straiato a letto e leggerò il giornale. Poi il giorno dopo ancora prenderò in mano la chitarra..."
"Ho del nuovo materiale. Ho suonato in talmente tanti stili diversi da volerli rivisitare tutti"
Una cosa è giusto specificare, a beneficio dei fan di vecchia data: Page non ha intenzione di far risuonare troppi echi zeppeliniani nel suo (ipotetico) nuovo album solista:
"Il fatto che qualcuno suoni la chitarra non implica necessariamente che ci sia bisogno di un cantante. No, prima metterò la mia musica insieme, poi vedrò se sia il caso di abbellirla o meno con un cantante"
In ogni caso, il proposito è quello di riprendere l'attività musicale con metodo e continuità:
"Io suono come suono, l'avete sentito in 'Celebration day'. Quello andava bene per una cosa di una notte. Ma quello che farò in futuro non saranno cose da una notte..."