Robbie Williams a Lucca, il report del concerto

Robbie Williams a Lucca, il report del concerto

Per capire davvero cosa è oggi uno show dell'ex Take That bisogna infrangere le regole, invertire la classica struttura della recensione e quindi partire leggendo la setlist del concerto.

Ecco qua, allora.

SETLIST

Intro Carmina Burana (O Robbie)

Let Me Entertain You

Rock DJ

Monsoon

Come Undone / I Still Haven't Found What I'm Looking For (U2)

The Road to Mandalay

Minnie the Moocher (Cab Calloway)

Ignition

Better man

Freedom (George Michael) (a cappella)

Feel / Angels / Wonderwall (Oasis)  (a cappella)

She's the one

Supreme

We Will Rock You (Queen) / I Love Rock 'n' Roll (Joan Jett)

Candy

Royals (Lorde)

Millennium / 99 Problems (Jay Z)

Whole Lotta Love (Led Zeppelin) / Kids

Bis:

Bohemian Rhapsody (Queen)

Angels

My Way (Frank Sinatra)


Insomma, più della setlist di un concerto quella eseguita ieri al Rai2 Lucca Summer Festival sembra quasi la scaletta di un festa fatta in casa, con il dj della serata che accontenta un po' tutte le richieste dei vari invitati.

Lo show di Robbie Williams è intrattenimento puro: cresta di capelli in testa, visibilmente palestrato, sguardo impertinente, continue faccette e smorfie verso le telecamere, Williams ha l'aria di un maturo punk rocker arricchito, ma che ha sempre una gran voglia di divertirsi e, sopratutto, far divertire il pubblico (15.000 in una Piazza Napoleone rovente: “Come si dice it's fuckin' hot in italiano?”) coinvolgendolo continuamente.
Per questo, ai suoi grandi successi - o forse proprio per renderli anch'essi degli evergreen – vengono associati classici del pop rock degli ultimi 40 anni, senza soluzione di continuità, giocando continuamente con il pubblico, facendolo cantare in alternanza, a metà tra un karaoke e un talent show, intonando un “Come on hold my hand” per far continuare “Feel” a tutta la piazza o spacciando “Wonderwall” degli Oasis per un suo pezzo.
Del resto le sue canzoni sono sempre state caratterizzate da continue citazioni di pezzi del passato: “Supreme” aveva dentro il refrain di archi di “I will survive”, “Rock Dj” (eseguita con un gran tiro) conteneva mille citazioni di hip-hop old school e “Millenium” si rifaceva ai temi di John Barry per 007.

La scaletta del "Let Me Entertain You Tour" è ben rodata e pianificata, tuttavia non mancano le sorprese e i fuori programma: nella data di Lucca a un certo punto arriva sul palco il padre di Robbie in smoking a cantare con lui “Better man”, e nella fase unplugged del set, con i coristi (quattro, tutti bravissimi e coreografici) sugli sgabelli, Williams dice “This is my George Michael moment” e improvvisa a cappella una versione di “Freedom”.

A volte però si ha l'impressione che il continuo citazionismo rischi di spezzare il ritmo del concerto: “I still haven't found…” mal si abbina con “Come Undone” e l'intera versione di “Bohemiam Rapsody”, anche se ben eseguita vocalmente (al contrario di Kanye West a Glastonbury) con tanto di video dei Queen alle spalle e solo di chitarra identico all'originale, sembrava frutto di una tribute band.  Altre volte le sue cover version sono più originali: “Royals” di Lorde, nonostante sia un inno della generazione dei millennials, riesce a farla totalmente sua, mentre la sua versione di “Minnie the Moocher” sembrava quella di David Johansen in versione Buster Poindexter. <br>
Ma sopratutto ci sono i pezzi originali di Williams, specie le ballad di impostazione eltonjohniana, a fare la differenza: “Angels”, “Come Undone” e “Feel” scatenano ogni volta smartphone in aria e gran cori. La band (11 elementi) è un portento, specialmente nei pezzi più tirati e rock, e Robbie Williams, tra un rehab e una depressione, è comunque riuscito in questi anni a lavorare molto bene sulla sua voce, che oggi gestisce con gran maestria. <br>
Nello show non manca il solito tormentone rituale della fan in prima fila a cui viene dedicata “She's the one” e che viene coinvolta nel buffo set di “Candy”, con un letto matrimoniale verticale e le immagini proiettate dei corpi in movimento collegate alle loro teste. <br>
Il concerto si chiude con “My way” di Frank Sinatra, con l'ex Take That che mette a favore di telecamera il gobbo elettronico per cantarla tutti insieme (effetto karaoke avevamo detto, appunto). Ma è solo entertainment: e Robbie Williams ha capito come farlo al meglio.  


(Michele Boroni)

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