Fedez al Carroponte: il report del concerto

Fedez al Carroponte: il report del concerto

Una premessa pare necessaria: si sospenda il giudizio. Ancor prima, si sospenda il pregiudizio. Questa è forse la chiave di lettura più adatta per descrivere lo spettacolo che ha visto un Fedez sorprendente ieri sera al Carroponte, a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano Partendo dal presupposto che gli eventi particolari si prestano sempre male alle definizioni, aiuta affermare in primis ciò che questo concerto non è stato: non è stata la classica messa in scena rap con il susseguirsi continuo di rime aspre su quanto la vita possa essere dura, non è stato neanche lo show fatto di effetti speciali, macchine del fumo e ingressi trionfali. 

Il primo pregiudizio da sfatare riguarda il pubblico: mamme con i bambini sulle spalle, famiglie, ragazzi di ogni età. Pare quindi che rapper milanese sia prima di tutto popolare, oltre che “Pop-hoolista”. Il pubblico eterogeneo e numeroso circonda il palco, dominato da un grande schermo su cui appare l’immagine fissa di un monoscopio. L’ingresso in scena è ironico e originale: Fedez sale sul palco accompagnato da un video con stralci d’interviste di tutti i personaggi pubblici (Maurizio Gasparri, Matteo Salvini e altri) con i quali ha polemizzato. Un esordio in punta di piedi, con “Pop-hoolista”, il brano forse più rappresentativo dell’omonimo ultimo album, recitato più che rappato, in cui alla voce di Elisa si sostituisce quella della giovane Vivian Grillo, concorrente di X Factor 8. L’ "hooligan del Pop" ha costruito il suo spettacolo come una sorta di percorso di concetti e lungo la serata cerca di addentrarsi nel senso più intimo di alcune parole: da un video di Francesco De Gregori che racconta le difficoltà che attendono ogni artista sul proprio percorso (prima tra tutti la minaccia di essere tacciati di incoerenza), al video personale sulle contraddizioni del successo, fino alla leggera e spiritosa video-parodia sull’attuale pubblicità.

Non mancano gli oggetti di scena, ironici e pungenti più che mai: primo tra tutti, su “Cardinal chic”, domina il palco un gigantesco Rolex con una croce all’interno del quadrante. Vengono poi eseguiti una serie di pezzi aventi per comune denominatore l’amore: quello disilluso e venale di “Pensavo fosse amore e invece…” e di “Love cost”, quello schiavo delle regole dell’era digitale di “Voglio averti account”, quello spensierato di “Olivia oil” (con Fedez alla chitarra) e infine quello sofferto e velenoso di “L’amore eternit”, con il ritornello affidato ancora alla voce di Vivian. Il timbro di Fedez resta in generale dominato dagli effetti e dall’auto-tune e questo smussa spesso la potenza emotiva dei ritornelli dei brani. Una nota a parte va all’arrangiamento di una serie di pezzi (“Ti vorrei dire”, “Tutto il contrario”, “Jet set” e ”Vivere domani”) intrecciati nei riff di chitarra di tracce provenienti da “Enema of the State” dei Blink 182: Fedez annuncia questa sorta di medley rendendo omaggio al gruppo rock californiano. 

La serata ha riservato sorprese anche dal punto di vista degli ospiti sulla scena: inattesa e gradita la presenza di Malika Ayane che duetta con Fedez in “Sirene”, Francesca Michielin fa emozionare il pubblico con “Magnifico” e “Cigno nero”, J-Ax presenta sul palco il singolo dell’estate “Maria Salvador” e Madh (X-Factor 8) presenta il suo ultimo successo “Gong”. Insomma, fra travestimenti (dal supereroe con tanto di mantello all’assorbente con tanto di ali), fra icone goliardiche (tra le altre l’immagine di Barbara d’Urso in veste di Madonna) e desiderio di stupire (nel bis il rapper entra in una palla trasparente e si getta tra la folla), Fedez ha saputo sorprendere e coinvolgere il pubblico in uno spettacolo tutt’altro che scontato.  

(Vittoria Polacci)

SET LIST:
Pop-hoolismo (Intro)
Pop-hoolista
Generazione Boh
Cardinal chic
Pensavo fosse amore e invece…
Love cost
Voglio averti account
Olivia oil
L’amore eternit
Sirene – Malika Ayane
Ti vorrei dire/Tutto il contrario/Jet set/Vivere domani
Non c’è due senza trash
Alfonso Signorini (Eroe nazionale)
Vivere in campagna pubblicitaria
L’hai voluto tu
Si scrive schiavitù si legge libertà
Faccio brutto
Polaroid
Magnifico – Francesca Michielin
Cigno nero – Francesca Michielin
Maria Salvador – J-Ax
Gong – Madh
Ti porto con me

BIS:
L’arte di accontentare

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