NEWS   |   Pop/Rock / 29/04/2015

I Prodigy: 'Prima o poi ci ritireremo. Più prima che poi...'

I Prodigy: 'Prima o poi ci ritireremo. Più prima che poi...'

Non si può essere incendiari per sempre, e - una volta doppiata la boa dei quaranta - è lecito anche guardare con realismo alla pensione, specie se il proprio lavoro non è propriamente di tipo impiegatizio. Poi, si sa, sul tema le star del rock - in tutte le sue sfumature - sono solite spararla grossa, dalla famosa massima "spero di morire prima di invecchiare" contenuta in "My generation" degli Who (che, per inciso, dopo mezzo secolo passato tra studio e palchi stanno ancora pensando di registrare un nuovo album) in poi, ma le riflessioni - raccolte dal New Musical Express - della formazione che con "Music for the jilted generation" nel '94 ridefinì i canoni del techno punk mainstream paiono più una pacata presa di coscienza che un modo (tra l'altro molto ingenuo) per promuovere la nuova uscita "The day is my enemy".


In sostanza, i Prodigy sanno che la loro carriera prima o poi raggiungerà il capolinea. E Keith Flint e soci stanno iniziando a entrare nell'ordine di idee. Come ha riferito lo stesso frontman, infatti:


"Credo che il gruppo prima o poi arriverà alla fine. E dovrà succedere presto, e prima di essere costretti a volerlo per raggiunti limiti di età"


Il concetto è stato ribadito da Liam Howlett:


"Arrivi a un punto, prima o poi, dove non ha voglia di fare lo zio al ricevimento di nozze"


Però, appunto, nessuna fretta. Flint si è infatti premurato di specificare:


"Il ritiro l'abbiamo solo immaginato, non abbiamo fissato una data. Credo sia stata la prima volta che abbiamo parlato di un argomento del genere. Mai come oggi mi sono sentito più a mio agio nel gruppo e in qualsiasi altra. Sarà la gente a decidere quando dovremo andare affanculo, ma questa cosa non la potremo fare per sempre"

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