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NEWS   |   Pop/Rock / 16/09/2015

Da riscoprire: la storia di "Pearl" di Janis Joplin

Da riscoprire: la storia di "Pearl" di Janis Joplin

Guarda qui lo speciale di Legacyrecordings.it su Janis Joplin, con bio, album, curiosità.

Aveva deciso di cantare da ragazzina, dopo essersi innamorata della sincerità delle voci di Leadbelly, Bessie Smith e Big Mama Thornton. Nel 1963, ventenne, era arrivata a Haight Asbury e aveva scritto canzoni col chitarrista Jorma Kaukonen (poi nei Jefferson Airplane). Poi era tornata al college, in Texas, ma ormai la passione per la musica era diventata troppo forte. Nel 1966 era entrata in un gruppo di rock psichedelico, Big Brother and the Holding Company, col quale aveva debuttato discograficamente nel 1967 (esibendosi con loro anche al Monterey Pop Festival). Il grande successo era arrivato con “Piece of my heart”, un brano del secondo album della band, “Cheap thrills”, che l’aveva consacrata come prima donna del rock. Inevitabile che scegliesse di diventare solista: si costruì intorno un suo gruppo di musicisti, la Kozmic Blues Band, e l’anno seguente, nel 1968, era a Woodstock, e pubblicava “I got dem old kozmic blues again mama!”. 


Nel 1970 aveva già di nuovo cambiato accompagnatori: stavolta li aveva ribattezzati The Full Tilt Boogie Band. E’ con loro – il chitarrista John Till, il pianista Richard Bell, il bassista Brad Campbell, il batterista Clark Pierson e l’organista Ken Pearson – che s’imbarca in un tour, da maggio a luglio del 1970, ed è con loro che tiene il suo ultimo concerto dal vivo, il 12 agosto di quell’anno, a Boston, Massachusetts. Ed è ancora con loro che, all’inizio di settembre, nei Sunset Sound Recorders di Los Angeles, registra quello che resterà il suo ultimo album, e verrà pubblicato postumo. Il produttore è Paul A. Rotchild, che aveva lavorato con i Doors: con lui Janis lavora bene, la scelta dei brani avviene di comune accordo, e la band è efficace e potente. Due canzoni hanno la firma di Janis: quella che apre la facciata A dell’album, “Move over”, e l’epocale “Mercedes Benz”, scritta con Bob Neuwirth e Michael McClure. Bobby Womack ha scritto per lei “Trust me”; "Cry Baby" è la cover di un successo del 1963 di Garnet Mimms and the Enchanters; e “Me and Bobby McGee” è una canzone di Kris Kristofferson – uno dei suoi tanti, troppi amori sbagliati – che diventa, con la voce e la chitarra di Janis, una cosa completamente diversa. Così diversa, in effetti, da costituire nella sequenza dell’album – collocata come secondo titolo della facciata B – una sorta di inciampo: è l’unica delle nove canzoni di “Pearl” – 34 minuti complessivi - a durarne più di quattro, ed è l’unica nella quale non improvvisa qualche parte vocale (come invece fa ad esempio, e splendidamente, in “Cry baby”).


Le registrazioni procedono senza particolari problemi, se si esclude una lunga pausa verso la fine di settembre; l’1 ottobre Janis registra a cappella “Mercedes Benz”, che sarà la sua ultima interpretazione vocale documentata (quella del disco è l’unica esecuzione esistente); ma le resta ancora una canzone da cantare, “Buried alive in the blues”, della quale la Full Tilt Boogie Band ha già registrato la base strumentale.

E’ un titolo che sembra avere in sé una premonizione: il 4 ottobre, il giorno nel quale era stato deciso che Janis avrebbe cantato il brano, la Joplin non si presenta in studio. Paul Rotchild, preoccupato, spedisce a cercarla John Cooke, road manager della Full Tilt Boogie Band, che raggiunge il Landmark Motor Hotel di Hollywood, dove la cantante si era stabilita per il periodo della registrazione. Nel parcheggio c’è la Porsche 356C Cabriolet di Janis, dipinta a colori psichedelici. Nella stanza 105 c’è lei: stesa a terra vicino al letto, morta (il coroner stabilirà che ad averla uccisa è stata un’overdose di eroina mischiata ad alcol).
Pubblicato nel 1971, “Pearl” andò al numero uno della classifica di “Billboard” e vi rimase per nove settimane. E al di là delle tragiche circostanze che ne hanno impedito il completamento, e che certamente ne hanno favorito lo status leggendario, “Pearl” è senza dubbio il migliore degli album pubblicati da Janis Joplin: un classico, quello che l’ha consacrata, e che figura regolarmente (e meritatamente) in tutte le classifiche dei “cento migliori dischi del rock”.

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"Pearl" di Janis Joplin e è disponibile su Legacy Recordings. Sul sito dedicato all’immenso catalogo italiano e internazionale di Sony Music, puoi scoprire tantissime news, curiosità e promozioni dal mondo della musica. Un archivio con tutti i protagonisti, la loro discografia e l’opportunità di pre-ascoltare moltissimi brani. 
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