NEWS   |   Recensioni concerti / 26/03/2015

Van Morrison presenta "Duets" alla Royal Albert Hall di Londra: il report del concerto

Van Morrison presenta "Duets" alla Royal Albert Hall di Londra: il report del concerto

Le maniche di quella giacca di un gessato d’altri tempi sono un po’ lunghe. Un Fedora calcato sulla testa, occhiali e camicia scuri. Come un gangster qualunque, imbraccia la sua arma: un sassofono.  La sua banda – basso, chitarra, tastiere e batteria, oltre ad una corista – ha già cominciato a scaldare la sala con un elegante jazz quando Van the Man sale sul palco della Royal Albert Hall.
A Londra, il 25 marzo, l’occasione è duplice: si tratta di un appuntamento benefico, perché i proventi dei biglietti vanno alla Teenage Cancer Trust, ma anche di una data del tour che accompagna l’uscita imminente del nuovo disco del cantante irlandese di “Duets: Re-Working the catalogue”, il nuovo (e trentacinquesimo) album nel quale Van Morrison duetta con Michale Bublè, Stevie Winwood, Joss Stone, Mick Hucknall, Mavvis  Staple, Taj Mahal, George Benson, Natalie Cole, Mark Knopfler, Chris Farlowe, George Fame, Bobby Womack, PJ Proby, Clare Teal, Gregory Porter.
Presentato da Roger Daltrey – testimonial del Teengae Cancer Trust - Van Morrison sta per mantenere una promessa vecchia un anno: esibirsi a favore di questa fondazione di cui il frontman degli Who è il padrino certificato. 


La Royal Albert Hall è un tempio che merita tutta la sua leggendaria reputazione: l’effetto dei palchetti nella struttura circolare, la cupola illuminata e soprattutto un’acustica di livello incomparabile sono il contorno perfetto per lo show di un artista intransigente e asciutto come Morrison, che si concentra sul suono e sulla voce, rinunciando a qualsiasi effetto-luci e anche allo schermo retrostante.

La voce. Spettacolare. Potente, cristallina, versatile come il repertorio dell’artista, di una robustezza e limpidezza alla quale possono paragonarsi tra le icone nate negli anni Quaranta ed ancora in piena attività solo quelle di Bruce Springsteen e Mick Jagger. E quindi, stasera, essere uno degli special guests annunciati sul biglietto del concerto non è solo un onore, è un azzardo. Tanto meglio fargli da contrappunto, come nel caso di Clare Teal, che lo raggiunge in scena già al secondo pezzo per duettare come nel nuovo album in “Carrying a torch”; tanto peggio rischiare di sfidarlo sul suo terreno: Mick Hucknall, prigioniero del suo spolverino vintage, viene ridotto al ruolo di comparsa al momento di accompagnarlo in “Streets of Arklow”.

La scelta del repertorio del nuovo “Duets” è la spia dell’attuale vena artistica del nostro irlandese e, alla fine, questo è un concerto che oscilla tra jazz e blues e che ripropone l’antico dilemma: ma chi osò strappare quest’uomo dai campi di cotone per portarlo, ancora neonato, in una culla di Belfast? Prendete “Baby please don’t go”, un brano che ha fatto una vita da cover dopo la prima incisione di Big Joe Williams nel 1935: qui Van the Man è al massimo della sua negritudine: si sgola, lascia il sax per l’armonica, è totalmente e naturalmente nella sua zona. E’ la parte migliore del concerto, ormai ad alto tasso r’n’b, che culminerà con “Bring it all home to me” di Sam Cooke, eseguita insieme a PJ Proby. Quest’ultimo era salito sul palco dopo Roger Daltrey e George Fame per partecipare all’omaggio “Whatever happened to PJ Proby”? che Morrison aveva inciso in suo onore nel 2002. A differenza di Hucknall, gli va dato atto di una performance vocale degna protagonista dello show.

Tra i classici trovano spazio anche pezzi originali e, per quanto si fosse preparati a una setlist di perle grezze, ecco spuntare anche le mitiche “Moondance” e “Brown eyed girl”, la prima trasformata in una jam session riservata agli assoli a turno dei musicisti della band, la seconda introdotta dal sax ruvido e gonfio di soul di Morrison.

Ma i due brani sono lo scivolo ideale per accompagnare il pubblico alla fine del concerto: quando scocca l’ora e tre quarti, Van esce mentre i suoi ancora suonano. Niente bis, niente commiato, pochi secondi e le luci in sala sono già accese a scanso di equivoci, o di inopportune aspettative. Vecchia scuola, caratteraccio ma, soprattutto, una classe innata e immensa che ti accompagna be oltre la fine dello show.
L’appuntamento per i fans italiani è per il 6 giugno, quando Van Morrison si esibirà in Piazza della Loggia nell’ambito del Summer Festival di Brescia.

(Giampiero Di Carlo)

 

SETLIST

Celtic Swing 
Higher Than the World 
Carrying a Torch (con Clare Teal)
The Way Young Lovers Do  (con Clare Teal)
Baby, Please Don't Go 
Talk Is Cheap  (con Roger Daltrey)
Whatever Happened to PJ Proby? (con P.J. Proby)
Bring It on Home to Me  (con P.J. Proby)
Precious Time 
Get on With the Show (con Georgie Fame)
The New Symphony Sid (con Georgie Fame)
Centerpiece  (con Georgie Fame)
Days Like This 
Streets of Arklow (con Mick Hucknall)
Moondance 
Magic Time 
Brown Eyed Girl 
Celtic Excavation / Into the Mystic 

BIS:
In the Garden 

 

 

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