Jarvis Cocker, frontman di uno dei pilastri del Brit-pop (i Pulp, ovviamente), ha condiviso online un documento intitolato "Nu-troglodyte manifesto" - ovvero il "Manifesto del nuovo troglodita". Lo scritto, pubblicato online dal magazine "Another man", è in sostanza una breve dissertazione sui benefici del vivere "offline", quindi senza Internet e la Rete (e già, a volere essere pedanti, si ravvede una contraddizione di termini: un saggio contro Internet viene pubblicato online...). Ma anche, più in generale, senza tecnologia.
Cocker, nel suo scritto, perora la causa di una vita in cui "non c'è campo per i telefoni. Niente wi-fi. Niente tv. Niente radio". Non si tratta, a quanto pare, di un attacco di luddismo però: Jarvis, infatti, sostiene che disconnettersi dal mondo tagliando la tecnologia è l'unico modo per "tornare alla sorgente", trovare pace e reimmergersi nella musica più pura. Occorre tornare alla dimensione - metaforica, ma nemmeno troppo - della caverna:
Questo è il vero suono dell'underground [...]
Nessuna interferenza dall'esterno.
Una tela bianca
E aggiunge:
E' forse una coincidenza che il club che ha dato i natali al gruppo musicale più importante del secolo scorso si chiamasse "The Cavern"?
Non credo.
E perché i migliori nightclub sono in scantinati scuri, coi soffitti bassi?
Facile: perché ci ricordano di quando eravamo là... nelle caverne. Voglio dire - insomma: perché pensate che l'abbiano chiamato rock, tanto per cominciare?
Lì è cominciato tutto.

Quindi per Jarvis, semplicemente
è ora di fuggire dal costante, infinito e insensato martellamento che ti distrae da chi tu sei veramente e da quello che vuoi davvero fare.
E' possibile leggere l'intero "Nu-troglodyte manifesto" (in inglese) cliccando QUI.