I "gruppi (o artisti) spalla", in genere, sono nuove leve o emergenti che - per gentile concessione di nomi noti ai quali sono legati a vario titolo (amicizia, stima, affinità artistiche o interessi di scuderia) - vengono chiamati a farsi conoscere su palchi prestigiosi come "apertura" allo show di colleghi più blasonati e dalla carriera consolidata. La regola, nel corso degli anni, ha conosciuto anche eccezioni: tra il '92 e il '93, per esempio, durante lo Zoo TV Tour, gli U2 - anche a Milano, tra le altre città - chiamarono per scaldare la platea nientemeno che i Velvet Underground di Lou Reed, all'epoca attiviti per la fugace reunion documentata dal disco dal vivo "Live MCMXCIII" e senza i quali non solo gli stessi U2, ma più della metà delle rockband attualmente in attività non sarebbe quello che è.
L'onore di avere un maestro di cerimonie che abbia saputo iscrivere il suo nome nella storia della musica mondiale l'avrà anche la diva del pop australiano, quando - in occasione del suo tour nelle arene, previsto per il prossimo mese di marzo nella natia terra dei canguri - vedrà nientemeno che l'inventore della moderna disco music esibirsi in DJ set prima dei suoi concerti: Moroder, promettono gli organizzatori, definendolo il "perfetto partner in crime" della Minogue, "selezionerà ogni sera alcuni dei brani più significativi appartenenti al suo catalogo insieme a capitoli fondamentali dei grandi della musica mondiale".
Il gigante altoatesino della dance - da anni naturalizzato statunitense - pur avendo indissolubilmente legato il suo nome a Donna Summer e all'età dell'oro della disco nel corso della sua carriera ha collaborato, tra gli altri, con David Bowie, Blondie e Freddie Mercury: Moroder, con il suo impegno da sideshow act, restituirà così alla Minogue il favore concessogli dalla popstar australiana, concessasi al microfono per il singolo d'apertura del suo nuovo album, "Right here, right now", prima prova in studio del compositore italiano dopo trent'anni di silenzio discografico.