In passato già collaboratore di - tra gli altri - Michael Jackson, Eminem e Whitney Houston, poi impegnato anche come produttore di star di prima grandezza come Lady Gaga e Leona Lewis, il cinque volte premio Grammy di origini senegalesi naturalizzato americano ha fatto sapere di volersi spendere in prima persona nel Kurdistan iracheno, una delle regioni più martoriate dal sanguinoso conflitto che sta vedendo contrapposte la popolazione locale alle milizie dell'autoproclamato Stato Islamico guidato da Abu Bakr al-Baghdadi: ad annunciare l'iniziativa è stato lo stesso Akon in un video pubblicato sul Web poche ore dopo la diffusione delle immagini della sanguinosa esecuzione - da parte delle truppe dell'Isis - del pilota giordano Muath Kasasbeh, fatto prigioniero lo scorso 24 dicembre.
Teatro dello show - che sarà completamente gratuito, e per il quale ogni offerta verrà devoluta alle famiglie dei miliziani peshmerga impegnati nella lotta all'avanzamento del califfato - sarà lo stadio Hariri di Erbil: "Sono elettrizzato all'idea di esibirmi in una città antica di 8000 anni a marzo", ha fatto sapere l'artista nella clip diffusa.
Akon non è nuovo a iniziative atte a promuovere processi di pacificazione in zone considerate calde dalle autorità internazionali: Akon, musulmano praticante, solo qualche mese fa si è esibito nell'ambito delle celebrazioni per il Peace Day nella Repubblica Democratica del Congo.