Verdena, nuovo album: 'Nevischio' Live@Rockol VIDEO/INTERVISTA

Verdena, nuovo album: 'Nevischio' Live@Rockol VIDEO/INTERVISTA

Torrenziale, agli occhi di molti. Sfaccettato, sicuramente. Ma senza nemmeno un inciampo lungo il percorso. Ecco perché il trio bergamasco, per assemblare i due capitoli che compongono il loro nuovo album, "Endkadenz", è partito da un corpus di circa 360 bozze - "Non canzoni fatte e finite: magari giusto delle idee. E molti riff", raccontano loro, a margine del live tenuto nella redazione di Rockol - per distillare gli episodi che compongono le loro ultima, gemellare fatica in sala di ripresa.

"Quando un pezzo inizia a girare lo sentiamo subito, suonandolo: è una cosa difficile da spiegare", concordano Roberta, Alberto e Luca: "Lo capiamo dalla facilità col quale si sviluppa e prende corpo. Se abbiamo delle outtake? Sì, qualcosa c'è, anche interessante. Però, nel fare la selezione, tutto è stato molto naturale: basta una linea vocale non riuscita, o un passaggio che ci convince poco, e di dubbi - nello scartare - non ne abbiamo. Le canzoni che finiscono in un disco non possono permettersi cadute, anche se poche e brevi".

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Frutto di un unico momento creativo ma figlio di due modalità di scrittura differenti - una basata più sulla chitarra, l'altra sul pianoforte verticale - il nuovo album dei Verdena è stato diviso in due parti per necessità discografiche: "Col sennò di poi è stata una buona soluzione", riflette Alberto Ferrari, che della band, oltre che frontman e principale autore, è anche guida in studio: "'Endkadenz' dura quaranta minuti più di 'Wow', che già era un disco piuttosto lungo. Accorpare le due parti in un 'doppio' sarebbe stato difficile, da digerire". "E poi", aggiunge Luca, il batterista, "Non ci andava di ripeterci pubblicando due doppi album di fila".

Il tutto, come al solito, senza un produttore: "Che però un domani potrebbe anche esserci utile", spiegano loro, "Più che altro per tagliare certi tempi morti. Che però, quasi sempre, morti non sono, anche se fattivamente non portano alla registrazione di un brano".

Una tale mole di materiale, specie se presentata con alle spalle un repertorio accumulato in vent'anni di attività, non è facile da portare dal vivo: "Il problema non sarebbe tanto quello di restituire le due parti di 'Endkadenz' in concerto", spiega Luca, "Difficile è elaborare una scaletta che includa anche i pezzi vecchi e che non sia troppo lunga, perché - dipendesse da me - i concerti li farei durante non più di un'ora e tre quarti". "Che comunque sarebbero pochi per farci stare tutto", lo incalza Alberto: "Sicuramente nelle setlist del nuovo tour non mancheranno anche i pezzi vecchi, questo è sicuro. Adesso, però, stiamo ancora provando". Di certo c'è che dopo gli showcase di presentazione il 27 febbraio inizierà - dal Velvet di Rimini - il tour vero e proprio: con "Endkadenz pt. 2" in uscita a maggio, ci sarà la possibilità di ascoltare qualche pezzo inedito dal vivo? "Uno o due sì, ma non di più", scherzano Luca a Roberta: "Un po' perché un paio di inediti bastano e avanzano, in una scaletta, un po' perché difficilmente, con il poco tempo che abbiamo a disposizione, riusciremmo a prepararne di più".

Tra riflessioni sparse sui possibili piani dal vivo - "Uno spettacolo dedicato solo a 'Endkadenz'? Perché no? L'importante sarebbe trovare il posto adatto" - il gruppo racconta del rapporto coi fan: "C'è chi ci segue da quando esistiamo, ed è cresciuto con noi, ma c'è anche chi ci ha scoperto relativamente tardi, e ci sta ancora scoprendo. Da questo punto di vista", spiega Alberto, "Il lunghissimo tour in supporto a 'Requiem' ci ha permesso di ampliare, e non di poco, il nostro pubblico. Ed è interessante scoprire come, per chi la nostra evoluzione l'ha scoperta non in sequenza cronologica, spesso le prospettive sui nostri dischi siano diverse. Lo stesso 'Requiem', per esempio: per molti è un disco 'strano', per me, invece, è un disco normalissimo. Oppure anche il nuovo singolo ['Un po' esageri']: c'è chi lo trova 'strano', particolare, invece secondo noi è una delle canzoni più semplici di tutto 'Endkadenz'. E' quasi pop, per certi versi...".

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