Paese di consolidata tradizione calcistica, il Cile come poteva accogliere Dave Grohl e compagni in occasione di una delle prime date (alla Pista Atlética Estadio Nacional di Santiago, lo scorso 15 gennaio) del tour in supporto a "Sonic highways" - che, in attesa di conferme ufficiali, prima o poi dovrebbe passare anche dall'Italia - se non con un coro da stadio? Così, infatti, è successo: estasiata dal concerto dei Foo Fighters, la folla si è abbandonata al più classico degli "olé, olé, olé", refrain ben noto - nelle più differenti declinazioni - a chi frequenti le curve in Europa e sudamerica.
"Cazzo, voi riuscite a cantare qualsiasi canzone prima ancora che io inizi a cantarla", ha detto il frontman dei Foo Fighters al pubblico, che sulla intro di un brano ha anticipato la linea vocale solista: "Non so come ci riuscite, deve essere una cosa cilena. Nessun altro al mondo ci riesce". Ecco, quindi, irrompere l'entusiasta "olé olé olé, Cile! Cile!". Grohl ascolta per qualche secondo, poi sposta le dita sulla tastiera della sua Gibson e inizia a suonare un riff per accompagnare il coro, subito seguito dalla band. "Ok, abbiamo una nuova canzone dei Foo Fighters", ha chiuso Grohl, lanciandosi in una breve - e piuttosto cattiva - versione di "Olé olé olé".
Il ritornello, del quale negli annali calcistici iberici si ha notizia sin dalla prima metà degli anni Ottanta, fu discograficamente codificato per la prima volta nel 1985, quando il produttore belga Roland Verlooven ne registrò una versione “Anderlecht champion" per l'omonimo team della regione di Bruxelles.
Due anni dopo lo stesso Verlooven ne realizzò una versione più internazionale collaborando con i Fans, intitolata "Olé olé olé - We ar the champions".
Il refrain principale venne utilizzato da Chumbawamba, nel 1998, per il brano "Top of the world (Olé, olé, olé)".