Credits: Luciano Viti
“Avevo venticinque anni ed ero convinto che sarei diventato il nuovo Benny Goodman. Poi arrivò Lucio Dalla, che suonava il clarinetto come me, e ho capito la differenza tra passione e talento. L’invidia si è impossessata di me, a Barcellona ho seriamente pensato di buttare il mio amico giù dalla Sagrada Familia, poi lui mi ha guardato negli occhi e ho cambiato idea”. Con questo aneddoto Pupi Avati ha presentato ieri il suo nuovo film, “Ma quando arrivano le ragazze”, che uscirà il prossimo febbraio.
La storia, d’ispirazione autobiografica, racconta il rapporto di amicizia travagliato di due giovani musicisti jazz.
"Oggi io ascolto la sua musica e lui guarda i miei film", aggiunge il regista, "siamo amici, ma poche cose mi riempono di gioia come il fatto che lui sia più basso di me!".(Fonte: Il Messaggero, Il Quotidiano Nazionale, La Repubblica, Il Corriere della Sera)
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