I fan di ciò che rimane di quella che fu una delle formazioni britanniche più gloriose di sempre di mettano il cuore in pace. La lapide, alla carriera dei Pink Floyd, l'ha messa David Gilmour, quando - ai microfoni della BBC - disse senza mezzi termini: "Rick (Wright, ndr) se ne è andato. Questa è l'ultima cosa che pubblicheremo: sono sicurissimo che questo disco non avrà alcun seguito".
Dello stesso avviso è Nick Mason, l'unico altro superstite ancora in forze alla storica siglia, che - sentito da Gigwise circa l'eventualità di portare il nuovo album "The endless river" in tour - ha ammesso che pur trovando l'idea molto interessante, difficilmente, in futuro, il nome Pink Floyd tornerà a capeggia nei cartelloni dei live show: "Sì, sarebbe divertente suonarlo dal vivo, ma adesso come adesso credo che molto difficilmente si potrà organizzare un vero e proprio tour", ha spiegato il batterista, nato a Edgbaston settant'anni fa, "E' più il genere di materiale che avresti potuto suonare all'UFO Club nel '67, non di certo negli stadi in giro per il mondo".
Il limite principale, però, è un altro: "Senza Rick (Richard Wright, il tastierista scomparso nel 2008, ndr) è impossibile suonare dal vivo le canzoni di 'The endless river'. Anche per il tipo di materiale, nel suo specifico: è stato composto in luoghi e tempi diversi, e sarebbe più il caso, se proprio lo si dovesse riproporre dal vivo, di non ripeterlo esattamente come è sul disco. Anche perché non è il genere di album che ti puoi imparare a casa e poi risuonare dal vivo". Eppure, uno spiraglio - anche se minimo - rimane. Alla domanda diretta se ci siano - o possano esserci, a breve - programmi per portare sui palchi "The endless river", Mason si è limitato a rispondere: "Non saprei".