Hanno tenuto fede alle loro minacciose promesse gli attivisti russi che già nella seconda metà della scorsa estate avevamo promesso di osteggiare con tutti i mezzi a loro disposizione il tour che i Cannibal Corpse avevano in programma tra gli scorsi 2 e 12 ottobre: gli alfieri del brutal death metal di Buffalo sono infatti stati costretti ad annullare più di una data negli ex territori oltrecortina a causa delle pressioni esercitate da parte dell'opinione pubblica su organizzatori e gestori di locali. A far saltare i concerti non sono stati, infatti, sit-in o manifestazioni contrari alla presenza su suolo russo della band ma misteriosi problemi tecnici annunciati, guardacaso, all'ultimo momento.
A stilare in bilancio della tribolata trasferta è stato l'Hollywood Reporter: il concerto di Mosca, per esempio, organizzato lo scorso sabato al Glavklub, uno dei rock club più noti della capitale, è stato cancellato in extremis "per un problema a uno degli amplificatori". "Questo è tutto quello che posso dire", ha commentato all'agenzia Interfax il promoter Stas Zaliznyak, dopo aver visto il locale circondato da un insolita quantità di auto della polizia. Stessa storia - "annullamento per inconvenienti tecnici" - a Ufa e San Pietroburgo, mentre a Chelyabinsk il pubblico ministero locale ha chiesto che i live venisse proibito ai minori di 18 anni e che tre canzoni presenti nella scaletta venissero bandite. Uno spiraglio si era intravisto a Nizhni Novgorod, ma era solo un'illusione: a metà concerto una retata della polizia nel locale che ospitata lo show ha costretto gli organizzatori ad accendere le luci in sala e a spegnere gli amplificatori.
Il Cremlino non ha mai accolto ufficialmente le richieste inoltrate dagli attivisti affinché il tour del gruppo venisse cancellato: le mosse delle autorità, tuttavia, lascerebbero supporre un tacito accordo con gli organizzatori delle proteste.