Sta guadagnando l'attenzione generale il ritorno Aretha Franklin. "Aretha Franklin sings the great diva classics", questo il titolo del nuovo album che uscirà il 21 ottobre: nei giorni scorsi è stata diffusa la rilettura di "Rolling in the deep" (Adele), una delle cover incluse nel progetto. Poprio questa canzone però sta facendo intravedere qualche crepa nel coro di lodi per il ritorno della regina del soul. Il Washington Post, nel suo "Style blog" con un articolo a firma Abby Ohlheiser, accusa la cantante di avere usato l'auto-tune in sala di incisione, ovvero il software per "aggiustare" l'intonazione della voce, che tante polemiche ha generato nella musica black (tra cui la famosa "D.O.A. (Death of autotune)" di Jay-Z).
L'auto-tune, scrive il Washington Post, si può sentiire "Specialmente nella prima strofa, quando c'è un effetto vocale che, secondo alcuni, suggirisce l'uso di un software di correzione che è diventato così diffuso che gli artisti hanno iniziato ad usarlo intenzionalmente per modificare il suono della propria voce".
Sentite la canzone e fatevi un'idea.
Ll'album, è stato prodotto da Kenneth "Babyface" Edmonds, Andre 3000 e Clive Davis (storico collaboratore della cantante, quest'ultimo). Questa la tracklist. "People" (Barbra Streisand)
"Rolling in the deep" (Adele)
"Midnight train to Georgia" (Gladys Knight & the Pips)
"I will survive" (Gloria Gaynor - nel brano sono presenti alcuni campionamenti da "Survivor" delle Destiny's Child)
"At last" (Etta James)
"No one" (Alicia Keys)
"I'm every woman" (Whitney Houston)
"Teach me tonight" (Dinah Washington)
"You keep me hangin'on" (The Supremes)
"Nothing compares 2 U" (Sinead O'Connor)