Che la Russia sia un territorio ostile a un certo tipo di band e artisti occidentali non è una novità: anche al netto di possibili frizioni con il governo di Mosca à la Pussy Riot, la sensibilità del pubblico di quello che fu il cuore dell'impero sovietico non ha mai reso la vita facile a band metal, shock rock e affini. Lo sa bene Marilyn Manson, il cui concerto previsto lo scorso mese di giugno nella capitale del paese fu cancellato in seguito di un allarme bomba, ma lo sanno ancora meglio i Behemoth, ai quali - solo un mese prima - fu appioppato senza troppi complimenti un foglio di via dopo una breve detenzione in carcere per aver violato (almeno, questa fu la spiegazione fornita dalle autorità) le norme che regolano l'emissione dei visti di ingresso alla dogana.
A far fronte a manifeste resistenze, ora, potrebbero essere anche i Cannibal Corpse, campioni americani del brutal death metal noti per i propri testi parossisticamente truculenti: secondo quanto riferito dalla testata RIA Novosti, l'associazione God's Will guidata dal leader religioso ortodosso Dmitry Tsorionov (spesso indicato anche come Dmitry Enteo) ha istituito un gruppo di pressione affinché le autorità neghino alla band il permesso di tenere un tour di otto date in Russia programmato tra i prossimi 2 e 12 ottobre. Le accuse mosse dagli attivisti al gruppo sono quelle - prevedibili - di violazioni alle leggi anti-blasfemia in vigore all'ombra del Cremlino. La band, per il momento, sui propri canali social ufficiali ha evitato ogni commento al proposito.