Sharon Osbourne sugli U2: 'Regalate la vostra musica perché nessuno la vuole'

Sharon Osbourne sugli U2: 'Regalate la vostra musica perché nessuno la vuole'

La signora, lo sanno tutti, non è tipa da mandarle a dire, né da andare troppo per il sottile. Lo sa bene Jordan Feldstein, fratello di Jonah Hill nonché ex manager di Sara Bareilles, che durante una cena di gala in occasione di un party collegato ai passati Grammy Awards è stato pubblicamente aggredito - e, proprio a causa della baruffa scatenata, licenziato dalla sua datrice di lavoro - per aver parlato male di suo figlio Jack. Dei coniugi Osbourne, quella tosta, il più delle volte, è Sharon, che, in occasione del clamoroso (e discusso) lancio del nuovo album degli U2, "Songs of innocence", non ha mancato di dire pubblicamente la sua.

Le bordate sul quartetto irlandese e sulle modalità di pubblicazione dell'ideale seguito di "No line on the horizon" sono partite, qualche ora fa, dall'account Twitter della moglie di Ozzy. Bordate tra le più forti che, ad oggi, si siano abbattute - da parte di addetti ai lavori - sul nuovo lavoro di Bono e soci.



"U2, ormai non siete più musicisti, ma strateghi di mercato", attacca Sharon Osbourne: "Non mi stupisce, quindi, che abbiate deciso di regalare la vostra mediocre musica perché nessuno ha più voglia di comprarla". Un tweet di per sé già piuttosto chiaro, che comunque è stato ribadito a stretto giro da altri interventi.















"Ragazzi, niente è gratis", ha proseguito lei: "Quanti soldi avete fatto con questa storia? Ah, dimenticavo: siete solo un mucchio di grupie di mezza età al seguito dei politici". E ancora, giusto per non lasciare spazio a dubbi: "Jimmy Iovine (figura di spicco della discografia contemporanea statunitense, co-fondatore di Beats, Interscope Records e già presidente del gruppo Geffen, ndr), iTunes, U2: siete un branco di megalomani. Andate affanculo".

Accanto a Paul Quirk, presidente del consiglio di amministrazione della Entertainment Retailers Association - associazione di categoria britannica di rivenditori al dettaglio, che ha definito la strategia promozionale di "Songs of innocence" "dannosa come la pirateria, e fallimentare su più livelli, perché svaluta la musica (...) Se una delle più grandi rock band del mondo regala il suo nuovo album, come possiamo aspettarci che qualcuno decida di spendere 10 sterline per il disco di un esordiente?", dalle nostre parti a farsi sentire è stato J-Ax, che - accanto alla carriera davanti al microfono - dall'inizio di quest'anno, in veste di co-fondatore (insieme a Fedez) dell'etichetta Newtopia, può vantare anche quella da discografico. E, in qualità di addetto ai lavori, l'ex frontman degli Articolo 31, sulle strategie promozionali adottate negli ultimi giorni dagli U2, pare avere le idee molto chiare.



Non solo critiche, però, sono da registrare oggi nei confronti dell'ultima fatica in studio del gruppo di "War" e "Unforgettable fire": Mickey Leigh, fratello di Joey Ramone, frontman dei Ramones al quale è stato dedicato il primo estratto da "Songs of innocence", "The miracle (of Joey Ramone)", si è espresso in termini molto lusinghieri circa l'omaggio della band al familiare scomparso. "Mi ha fatto stare bene", ha dichiarato lui all'edizione americana di MTV News: "Una volta capito il senso della canzone, sono rimasto a bocca aperta. E l'ho amata. E' l'interpretazione di Bono del suo spirito, che alla fine è lo stesso di Joey. Sì, ha descritto bene lo spirito di mio fratello. Sono convinto che abbia fatto affiorare aspetti che a lui sarebbero piaciuti". Meno profondo, ma altrettanto soddisfatto dell'omaggio, è stato Marky Ramone, per anni alla batteria nella storica formazione punk newyorchese: "Sì, ho sentito la canzone durante una pubblicità, mentre guardavo alla TV una partita di football: c'erano tutte queste immagini di punk rocker... Penso sia una cosa buona: certi generi non si sentono troppo alla radio o in televisione, e ogni tipo di attenzione che gli si dedica è buono...".  

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