Il fondatore degli Who è uscito dal tunnel della droga per entrare nella rete di internet. «E' evidente che è capace di indurre delle potenti assuefazioni di varia natura», ha detto l'autore di "Quadrophenia". «Soprattutto la pornografia è più seducente che sulla carta stampata, e la sto evitando come evito l'eroina. Del resto, quando ho la fortuna di stringere un corpo caldo e reale, capisco immediatamente la differenza che passa con una tastiera». Townshend è anche un frequentatore di chatrooms e newsgroup, nelle quali spesso si imbatte in se stesso. «E' incredibile quanta gente finge di essere me. Spesso mi metto a chiacchierare con qualche Pete Townshend, e mi sorprendo a vedere quanto mi assomiglio. Mi ha un po' sconvolto invece incontrare un Pete Townshend di sesso femminile ricoverato in una clinica psichiatrica, il cui sogno era scopare Mick Jagger. Questo è il motivo per cui non userò mai il mio vero nome in una chatline. Se lo facessi, ora, qualcuno potrebbe incappare in lei e pensare che voglio farmi il mio vecchio amico Mick Jagger. Così a volte utilizzo il nome Bijou Drains, come facevo negli anni '60 quando suonavo in dischi per i quali non avrei potuto usare il mio nome per esigenze contrattuali».
Schede: