NEWS   |   Italia / 16/04/2004

Gianni Maroccolo presenta 'A.C.A.U.', tra tecnologia e calore umano

Gianni Maroccolo presenta 'A.C.A.U.', tra tecnologia e calore umano
La perfetta quadratura del cerchio: la presentazione di “A.C.A.U.” – l'annunciato disco “multisolista” di Gianni Maroccolo (vedi news) – è riuscita a mettere insieme due opposti apparentemente inconciliabili: la “fredda” tecnologia e il calore delle relazioni umane. Un concerto di un'ora e una conferenza stampa, in diretta via Internet ieri sera, 15 aprile, dal Future Centre della Telecom di Venezia, con giornalisti che intervengono tramite collegamenti telematici dalle loro case. E un gruppo di musicisti che si affiancano sul palco a Gianni Maroccolo a cantare le canzoni di un disco nato come progetto solista – il primo in oltre 20 anni di carriera passati in gruppi come Litfiba, CCCP, CSI, PGR – ma diventato un album a più voci.
La serata, presentata da Paola Maugeri e Davide Sapienza, si è aperta con la proiezione di un video “Making of” del disco, in cui sono passati in rassegna tutti gli ospiti che hanno cantato le 15 canzoni del disco: da Piero Pelù a Franco Battiato, da Carmen Consoli, da Jovanotti a Raiz. Sul palco, dopo, salgono alcuni di questi ospiti, a cantare 8 canzoni: Fiamma, Francesco Renga, Andrea Chimenti, la svedese Cia, Cristina Donà, Cristiano Godano, Giorgio Canali, Manuel Agnelli e, ovviamente, Giovanni Lindo Ferretti. Maroccolo è visibilmente emozionato, mentre introduce gli ospiti, spiega le canzoni, e spiega soprattutto le amicizie che le hanno generate.
Nella conferenza stampa “virtuale”, i giornalisti appaiono in audio e in video da Roma e Milano, e si inseriscono nel webcast a dialogare con tutti gli artisti schierati sul palco. Maroccolo, che ha dedicato il disco a suo padre e Ringo De Palma, membro dei Litfiba scomparso tragicamente anni fa, spiega che “A.C.A.U” deve molto a Hector Zazou, produttore dell'ultimo lavoro dei PGR. “Hector mi ha martellato per convincermi a fare questo album. Questo è stato il primo momento importante. L'altro è stato quando, dopo il mio lavoro di composizione delle musiche in solitudine, Cristina Donà ha accettato di ascoltarle e cantare un brano. Quando lei ha detto di sì ho capito che si poteva fare questo progetto. Un momento difficile, invece, è stato il giorno in cui abbiamo registrato il brano di Manuel e Giorgio, ed è arrivata la notizia dell'arresto Bertrand Cantat dei Noir Desir”.
“E' un disco che viaggia su due binari”, continua Gianni, “il primo è la musica: ho lavorato su cadenze ritmiche simili, cambiando solo gli accenti per vedere cosa veniva fuori. L'altro è l'acqua: l'andamento delle maree o il ritmo dei fari, che è il ritmo del disco. Per questo è un disco che sembra circolare”. L'elemento marino viene fuori in diverse canzoni: da “Una storia da raccontarti all'alba” (cantata da Jovanotti) a “Carezza d'autunno” (Carmen Consoli) a “Deriva finita” (Cristiano Godano), per citare tre esempi – non gli unici - tra di loro diversissimi nelle scelte di scrittura e interpretazione. Ma, spiega Gianni, non c'è stato alcun suggerimento sul tema, ma semplicemente un sentire comune.
Sentire comune che emerge dalle testimonianze degli artisti sul palco. Da Ferretti che racconta la titubanza di Gianni a chiedergli di cantare una canzone (e annuncia che “S'ostina” farà parte anche del prossimo disco dei PGR), a Godano che esprime i suoi dubbi sul fatto che all'estero sia più facile mettere in piedi progetti corali come questi (e anticipa che i Marlene Kuntz presto pubblicheranno presto due cover – le prime della loro carriera – in una forma però ancora non precisata), ad Agnelli, Chimenti, Fiamma e gli altri, tutti a testimoniare comunanza e affetto.
La chiusura dell'evento è ovviamente per Maroccolo, che racconta il suo rapporto con la tecnologia, fino alla presentazione “multimediale” del disco: “Ero scettico nei confronti della tecnologia, devo ammetterlo, pur avendo sempre usato l'elettronica nella mia musica. In un momento difficile della mia carriera, quello in cui i CSI si stavano sciogliendo e non si sapeva cosa sarebbe venuto dopo, ho iniziato ad esplorare il web, anche per tentativi ed errori, scaricando cose inutili… Da lì sono nate anche nuove amicizie, e un sito mio. Quando mi hanno proposto questo evento sul web per presentare il disco è stato un po' un cerchio che si chiude… e un regalo del genere non si può chiedere due volte, per cui non credo che si possa ripetere portandolo in giro”. Per il momento sono previste solo due repliche, il 30 a Correggio e il 2 maggio a Firenze, alla Stazione Leopolda.
E, infine, mantiene il mistero sull'acronimo che dà il titolo al disco: tutti glielo chiedono, ma lui svicola: “Ha che fare con la vita che cambia e che ti sorprende”, ma non rivela cosa significa.
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