Aveva minacciato di decapitare il presidente degli Stati Uniti, a metà 2012, nel caso fosse stato rieletto, guadagnandosi persino un colloquio con l'FBI, che pure avrà capito che il suo personaggio è quello, ma che certe cose si guarda bene dal farle passare lisce. E le sue improvvide uscite sulle minoranze gli avevano procurato una discreta reprimenda di promoter e organizzatori di eventi, che gli avevano consigliato più prudenza, nell'esprimersi pubblicamente, onde evitare di ritrovarsi, un domani, senza ingaggi. Ted Nugent, però, dopo aver rincarato la dose definendo "sporchi parassiti" i membri di comunità nativa americana dell'Idaho che avevano deciso di cancellare una sua esibizione prevista per il 4 agosto al Coeur d'Alene Casino di Worley, ha deciso di tornare al suo nemico numero uno, Barack Obama.
Il chitarrista, in questi giorni in tour per promuovere il suo nuovo album, "Shut up and jam", in uscita a giorni, si è abbandonato a uno sproloquio contro l'attuale inquilino della Casa Bianca in occasione di un concerto tenuto pochi giorni fa Wisconsin. Questa volta, però, il paladino del rock conservatore a stelle e strisce ha scelto di cambiare tattica: prima di lanciare i suoi strali all'indirizzo dell'ex senatore dell'Illinois, Nugent ha premesso di essere "l'uomo che il Presidente odia più di qualsiasi altra persona".
Poi, l'arringa conclusiva: "Io non ho fatto niente", si è difeso, "Semplicemente, mi sveglio la mattina e cerco di fare del mio meglio. Metto cuore e anima per cercare di diventare l'americano più produttivo che possa, e al presidente questa cosa non va giù. E sapete perché? Odia me perché odia anche voi. Odia la caccia, odia le armi, odia la libertà: in pratica, odia le persone che hanno carattere. Allora che vada affanculo".