Unlocking the Truth, a 13 anni contratto milionario con Sony Music - VIDEO

Iniziare facendo busking a Times Square, New York, e finire a firmare un contratto milionario con una grande multinazionale - magari perché notati per caso da uno "del giro", in questo caso il batterista di Eric Clapton Steve Jordan - non è una storia così originale, nel mondo del rock. Più originale è se gli elementi della band protagonista dell'irresistibile ascesa hanno un'età media di poco meno di 13 anni. E ancora di più lo è se questi, afroamericani, si dedicano a un genere - il metal - solitamente dominato, salvo rarissime eccezioni, dai nordeuropei e dai caucasici, più in generale.

Eppure gli Unlocking the Truth, il chitarrista Malcolm Brickhouse, 13 anni, il bassista Alec Atkins, 13 anni anche lui, e il batterista Jarad Dawkins, appena dodicenne, ce l'hanno fatta: la branca americana della Sony Music ha offerto loro un contratto per la registrazione di due album con un'opzione per altri quattro. In termini monetari, ai giovanissimi - o, meglio, ai loro tutori legali, come ha stabilito la corte suprema di Manhattan in fase di chiusura dell'accordo - verranno corrisposti 60mila dollari in fase di consegna del master del primo disco, e altri 350mila come anticipo in attesa del secondo. Cifra che potrebbe salire fino a un milione e settecentomila dollari nel caso il gruppo accettasse l'estensione dell'accordo fino al sesto disco da studio.



E mentre i loro manager, Alan Sacks, al NY Post canta vittoria, spiegando come i suoi tre giovanissimi protetti riscriveranno la storia del genere strappando lo scettro ai colleghi bianchi, l'agenda della band inizia a farsi sempre più fitta: già apparsi sul main stage dello scorso Coachella Festival e a Las Vegas come spalla a uno dei concerti della recente residency dei Guns N' Roses, solo nei prossimi giorni gli Unlocking the Truth torneranno a fare parte della carovana del Vans Warped Tour, che abbandoneranno per aprire un concerto, il prossimo weekend, dei Queens of the Stone Age. La casa editrice Penguin ha già offerto un contratto per un libro e qualcuno pare sia già interessato a portare la loro storia sul grande schermo.



"Prima, però, ci sono sempre i compiti", ha spiegato Tabatha, madre del batterista, "Se a scuola vanno male, a suonare non li mandiamo". Una linea che verrà tenuta anche quando inizieranno a piovere dollari? Sempre che piovano, perché - osserva sempre il New York Post - pare non sia tutto oro quello che brilla sulle pagine dell'accordo siglato: stando alle clausole del contratto, la percentuale sulle vendite del 16-17% concessa alla band scatterebbe solo dopo le 250mila copie. Un obbiettivo ambizioso, anche per i debuttanti più agguerriti.




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