Neil Young il 17 luglio avrebbe dovuto esibirsi in Israele, precisamente a Tel Aviv presso lo Hayarkon Park, ma ha ufficialmente comunicato che non suonerà. La cancellazione dell'impegno live è dovuta a motivi di sicurezza, visto il continuo aggravarsi della crisi e del conflitto che vede Israele e Palestina contrapposti.
"E' con un peso nel cuore e grandissima tristezza che dobbiamo cancellare il nostro unico concerto in Israele", recita un comunicato ufficiale, "a causa delle tensioni che hanno reso poco sicuro un simile evento, al momento. Ci perderemo l'opportunità di suonare per i nostri fan, ma non vediamo l'ora di esibirci in Israele e Palestina, in pace".
La cancellazione del concerto, però, non arriva direttamente da Young - nonostante diversi attivisti e musicisti (tra cui Roger Waters) gli avessero consigliato di eliminare la data e boicottare apertamente Israele, a causa del comportamento nei confronti della Palestina (i bombardamenti, le uccisioni dei civili...).
Invece la cancellazione - almeno stando a quanto riportato dall'agenzia Reuters che ha raccolto l'informazione da un portavoce ufficiale israeliano - è dovuta a un'iniziativa della polizia che lo ha ritenuto un evento a rischio e ha preferito evitare di "radunare persone in un'area nel raggio di tiro dei missili di Gaza" .
Erano stati venduti circa 30.000 biglietti, peraltro, per questo che sarebbe stato il primo show di Young in Israele dagli anni Novanta.
Il cantante ha detto che farà una donazione al Louse Tillie Alpert Youth Music Center e a Heartbeat, "due organizzazioni che si occupano di insegnare la musica ai giovani israeliani e palestinesi insieme, facendoli suonare insieme".