NEWS   |   Pop/Rock / 04/07/2014

Addio a Giorgio Faletti - VIDEO

Addio a Giorgio Faletti - VIDEO

E' morto oggi, stroncato da una grave malattia, all'età di 63 anni, Giorgio Faletti. L'artista soffriva da tempo di un male incurabile, che aveva cercato di combattere recandosi anche negli Stati Uniti, a Los Angeles, per sottoporsi a terapie speciali. Un "guaio di salute piuttosto rilevante", lo definì lui, che lo costrinse a rinunciare, negli ultimi tempi, ad alcuni appuntamenti pubblici, come - ad esempio - la presentazione del festival Passepartout nella sua città natale, Asti, dove era Presidente della Biblioteca.

Nato proprio ad Asti il 25 novembre del 1950, laureato in giurisprudenza, attore comico, cantante, attore, pittore e scrittore, Faletti muove i primi passi da cabarettista sulle assi del Derby di Milano ma si fa conoscere al grande pubblico a metà anni Ottanta grazie al programma televisivo di Antonio Ricci "Drive In", in cui propone alcune caratterizzazioni (prima fra tutte quella della guardia giurata Vito Catozzo) rimaste nell'immaginario collettivo di una generazione. Il primo album, "Disperato ma non serio", è prodotto da Mario Lavezzi ed esce nel 1990, anno in cui Faletti partecipa a "Fantastico" accanto a Pippo Baudo, Marisa Laurito e Jovanotti. L'anno seguente le sue qualità compositive trovano conferma nella decisione di Mina di inserire un suo brano, "Traditore", nell'album "Caterpillar", mentre del '92 è la prima partecipazione al Festival di Sanremo con "Rumba di tango" a fianco di Orietta Berti.



Proprio all'Ariston, nel 1994, ottiene la sua massima affermazione come interprete, classificandosi al secondo posto con "Signor tenente", brano parlato ispirato alle stragi di Capaci e via D'Amelio che in quell'edizione vince anche il premio della critica; l'album che lo contiene, "Come un cartone animato", viene premiato con un disco di platino.

Nel '95 è ancora a Sanremo con "L'assurdo mestiere", da lui interpretata, e con "Giovane vecchio cuore", affidata alla voce di Gigliola Cinquetti, per la quale scrive e produce l'intero omonimo album.

Scrive anche per Fiordaliso, per Angelo Branduardi (suoi i testi dell'album "Il dito e la luna", 1998, e dei due inediti contenuti nel live "Camminando camminando", 1996), per Milva (che sempre a Sanremo, nel 2007, presenta la sua "The show must go on", e incide un album interamente scritto, testi e musiche, dall'artista astigiano, "In territorio nemico"), per Marco Masini ("Gli anni che non hai", pubblicato nel 2009) e ancora per Mina ("Compagna di viaggio" per l'album "Piccolino", nel 2001).  

Gli anni Duemila sono dedicati principalmente a spettacoli teatrali, cinema e  scrittura di romanzi, a partire dal thriller  "Io uccido" che vende 4 milioni di copie. Nel 2005 Faletti riceve dal Presidente della Repubblica il Premio De Sica per la letteratura, nel 2009 pubblica per la NAR "Nonsense" mentre nel 2012, per la collana Stile Libero di Einaudi, esce  "Da quando a ora", libro autobiografico corredato da due Cd (uno di canzoni sue portate al successo da altri, uno con pezzi inediti), poi portato in scena con un one-man show intitolato "Nudo e crudo".

Lo scorso ottobre, in un'intervista in cui raccontava questo spettacolo, aveva detto: "Mi sento un ragazzino. Sul mio epitaffio scriveranno: qui giace Giorgio Faletti, morto a diciassette anni. Ho tanta energia e voglia di mettermi in gioco. Non ho paura di rischiare".

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