I Beatles per puristi: come andrebbero ascoltati, e come loro stessi si ascoltavano durante i playback in studio di registrazione. I nuovi "remaster" monofonici del catalogo dei Fab Four in versione LP, 14 vinili in tutto (conteggiando due album doppi) che EMI e Capitol (cioè Universal) si apprestano a pubblicare - anche in un costoso box set arricchito da un libro di 108 pagine - nella data ormai fatidica del 9 settembre, sono stati svelati in anteprima a un manipolo di giornalisti americani presso i leggendari Capitol Studios di Hollywood, prima che lo stesso procedimento si ripeta agli Electric Lady di New York e agli Abbey Road di Londra. Gustati su un impianto Macintosh da 85 mila dollari, riporta Phil Gallo di Billboard, brani come "Don't bother me", "I feel fine", "Money", "Yesterday", "Taxman", "Within you, without you" "Glass Onion" e "All you need is love" sfoggiano una definizione, un calore e un dettaglio straordinari, enfatizzando l'attenzione che i quattro, il produttore George Martin e i fonici di Abbey Road ponevano nella realizzazione dei loro manufatti sonori.
"Nell'evoluzione della registrazione non credo siano mai successe tante cose, e così concentrate nel tempo, quanto nel periodo intercorso da 'Please please me' alla fine dei Beatles", ha dichiarato a Billboard dopo la seduta d'ascolto il supervisore del mastering Steve Berkowitz. sottolineando "l'evoluzione del suono e delle tecniche di registrazione, dal mono allo stereo, dal quattro all'otto piste e al multitraccia. Tutto ciò che hanno fatto era terribilmente nuovo e differente. Ecco uno dei motivi per cui ho fatto ascoltare 'Taxman'. Non avevamo mai sentito niente di simile, i microfoni posizionati vicini e lontani, la distorsione che ti arriva in faccia. Il tipo di produzione effettuato per ciascun disco è diverso, e si evolveva rapidamente da album ad album".
Il progetto di rimasterizzazione degli album mono in vinile era iniziato nel 2009, in parallelo a quello degli album stereo, ma era stato temporaneamente accantonato (mentre uscivano le versioni mono riequalizzate in formato cd): "Non c'era fretta e, nel più autentico stile Beatles, se le cose si possono fare meglio si rifanno. Siamo riusciti a far suonare i dischi nel modo in cui li ascoltavano allora, ma grazie alle attrezzature disponibili oggi possiamo rivelare molti più particolari", ha spiegato il fonico di Abbey Road Sean Magee, anche lui impegnato nel processo di restauro che ha fatto ricorso ai master originali (tutti in eccellenti condizioni). Gli LP, ha aggiunto il supervisore del progetto Guy Haden, sono stati stampati in Germania in una fabbrica da cui stanno per uscire un milione di pezzi. A Billboard, Berkowitz ha ricordato di aver lavorato - quando era direttore artistico della Sony - a un progetto analogo sugli album mono di Bob Dylan. "In termini tecnici il materiale di Dylan restava sostanzialmente nei binari delle procedure di registrazione standard", ha detto ravvisando però anche delle somiglianze: "Mi trovo spesso a confrontare 'Blonde on blonde' con 'Sgt. Pepper'. Le attenzioni si concentravano tutte sul misagggio mono mentre per lo stereo si faceva un po' più in fretta".