NEWS   |   Recensioni concerti / 25/06/2014

Arcade Fire al Castello Scaligero di Villafranca (Vr): il report del live

Arcade Fire al Castello Scaligero di Villafranca (Vr): il report del live

Il Castello Scaligero di Villafranca di Verona è un bel luogo per tenervi dei concerti. Di buona capienza con una buona acustica. E i merli delle torri, a qualsiasi latitudine e a qualsiasi età, sono sempre qualcosa di molto suggestivo. Tutto questo girava per la testa alle 23.30 di ieri sera, quando molto soddisfatto per l’esibizione degli Arcade Fire mi incamminavo verso l’uscita…un ponte levatoio, ma pensa!

Facendo un salto indietro di qualche ora e riposizionando l’orologio alle 18.30 due sono i fatti da riportare: l’Italia era ancora in piena corsa al Mondiale di calcio brasiliano e Win Butler con occhiale da sole lente marrone scende a firmare autografi nel pit al manipolo di fan che avvinghiati alla transenna difende il posto in prima fila per un concerto che avrà inizio alle 21.45.

E alle 21.45 in punto, come annunciato dal programma, le luci si spengono ed è il momento di ‘Reflektor’. Ed è il momento, per le migliaia che sono accorsi ad applaudire i canadesi, di iniziare la festa. Una festa che non ha conosciuto requie, una festa danzante che ha avuto come tema principale (e non poteva essere altrimenti) proprio le canzoni dell’ultimo album ‘Reflektor’. La festa è riuscita bene perché dal vivo queste canzoni funzionano molto meglio che su disco, funzionano alla grande abbinate ai giochi di luce e alle immagini proiettate sul palco. E funziona anche l’elettronica che in questo tour come mai accaduto prima viene proposta in buona dose.

Anche se i classici rimangono sempre i classici, lo dice la parola stessa. Ed è quando partono le note di ‘Rebellion (lies)’, ‘Keep the car running’, ‘No cars go’, che il variopinto pubblico degli Arcade Fire oltre a muovere le gambe sente battere il cuore ancora più forte. Personalmente ho molto gradito il breve accenno, non più di un minuto, a ‘My body is a cage’.

La dozzina di Arcade Fire sul palco capitanati da Win Butler e dalla moglie Regine Chassagne hanno la perizia tecnica e la presenza scenica per tenere l’attenzione sempre ai massimi livelli: danze, maschere, i proverbiali cambi di strumento (soprattutto di Regine), una salve di coriandoli molto allegra e suggestiva che ha totalmente coperto l’intera area del prato, continui cambi di posizione. Nella festa che si sta dando al Castello non si risparmia proprio su nulla. I saluti dopo aver proposto ‘Sprawl’ sono solo un pretesto per dare il tempo a Win di ripresentarsi sul palco con una testa gigante che rappresenta il Papa. ‘Pie Jesu’, ‘Here comes the night time’ e, a chiudere in strabellezza, quel pezzone che è ‘Wake up’, un inno che riceve dalla platea catartici cori.

Sono le 23.30, il concerto si chiude. Gli Arcade Fire si confermano tra le band più importanti dell’ultimo decennio. Sanno scrivere canzoni e sanno stare sul palco alla grande. Dal vivo sono uno spettacolo che vale sempre il prezzo del biglietto. Difficile aggiungere altro. O forse sì: nella serata veronese il cielo ha lampeggiato e promesso pioggia sin dal primo minuto del concerto. Pareva che anche lui volesse partecipare con effetti molto speciali. Da non credere: le prime gocce sono cadute solo qualche minuto dopo il termine del live. Son segnali anche questi.

(Paolo Panzeri)

Questa la scaletta del concerto:

Reflektor
Flashbulb Eyes
Neighborhood #3 (Power Out)
Rebellion (Lies)
Joan of Arc
The Suburbs
The Suburbs (Continued)
Ready to Start
We Exist
We Used to Wait
Keep the Car Running
No Cars Go
Haïti
My Body Is a Cage
Afterlife
It's Never Over (Oh Orpheus)
Sprawl II (Mountains Beyond Mountains)

Encore:

Pie Jesu
Here Comes the Night Time
Normal Person
Wake Up
 

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