Ologramma di Michael Jackson, guerra e querele tra aziende: chiesti 10 milioni
E' guerra di querele, e di richieste milionarie, tra due aziende che producono ologrammi. Pulse Evolution, che ha forgiato la "performance" di Michael Jackson ai Billboard Music Awards, ha controdenunciato, chiedendo 10 milioni di dollari, la Hologram USA che aveva denunciato Pulse Evolution prima della trasmissione dello "show" di Jackson. Secondo l'"Hollywood Reporter", l'intricata vicenda si sviluppa attorno al fatto che Hologram USA afferma di detenere i diritti sull'ologramma che in un certo senso ha fatto storia, ovvero quello di Tupac Shakur, mentre Pulse riferisce di non aver causato danni alla proprietà dei concorrenti. Nel procedimento legale visto da HR, gli avvocati di Pulse definiscono la creatura jacksoniana "una animazione proiettata su uno schermo" e definiscono Alki David, il proprietario di Hologram USA, "un imbroglione". I legali citano un'intervista che David aveva concesso alla CNN in cui l'uomo, in pratica, si era attribuito la creazione dell'ologramma e cercava di distogliere l'attenzione mediatica da Pulse proprio mentre Pulse veniva lanciata. L'azione, sempre secondo gli avvocati, ha creato un "incommensurabile danno" a Pulse.
A complicare le cose c'è da ricordare che, nello scorso febbraio, come sottolinea "Rolling Stone" David aveva acquisito la tecnologia utilizzata per l'ologramma di Tupac facendo un'offerta più alta rispetto a quella di John Textor, presidente di Pulse. Textor in precedenza era
l'amministratore delegato di Digital Domain, l'azienda - ora in bancarotta - che aveva realizzato l'ologramma di Tupac. Come se non bastasse, a rendere più ingarbugliato il tutto i diritti della tecnologia usata per Tupac non erano nemmeno statuntensi bensì di una ditta europea chiamata Musion Das Hologram Limited.
La querela di David, appuntata su Textor e la Michael Jackson Estate, afferma che "Pulse ha deciso di ignorare i diritti che precedentemente aveva cercato di ottenere". I legali di David affermano che Pulse ha creato "notevole confusione" sul mercato.