Credits: Arianna Carotta / Concessione in uso a Rockol
“Videomar” non è, come alcuni ricordano, il primo album solista di Pedrini: “Nel ‘95 avevo inciso “Beatnik”, forse un lavoro più letterario che musicale, realizzato con pochi mezzi e nei ritagli di tempo. Per quanto riguarda il cinema, sto lavorando alla colonna sonora di un nuovo film italiano, perché mi piace confrontarmi con attività diverse, come anche la letteratura e il teatro”. Perché Sanremo e non Mantova? “Il Festival diMantova è stato ideato da un mio ex professore universitario, che stimo e rispetto; ma avevo dato una parola a Tony Renis e volevo onorarla. Penso cmunque che la polemica sia stata esacerbata, e nel cosiddetto controfestival - mi perdoni Dalla Chiesa - ho trovato forzature polemiche che trovo esagerate e controproducenti. Io sono molto vicino alle esperienze di frontiera, e in un certo senso quest’anno il Festival di Sanremo lo è. Dal mio punto di vista, la necessità di un controfestival si sentiva più negli anni scorsi che in questo; la mia personale opinione è che stavolta la polemica politica abbia travalicato i limiti”.
E’ vero, conviene Pedrini, che in alcune canzoni l’orchestra è stata forse sovrautilizzata, è questa una tentazione in cui qualche direttore d’orchestra è forse caduto; “stasera la mia esecuzione sarà molto asciutta, utilizzerà solo un terzo degli strumenti disponibili”. A proposito degli ascolti di ieri sera: “I dati Auditel sono una schiavitù che ha volgarizzato le produzioni televisive degli ultimi anni, si tende al consenso popolare a discapito della qualità; cercare i picchi di audience a volte significa prostituirsi. Preferisco pensare che gli spettatori del Festival di ieri sera fossero persone che negli anni scorsi non avevano guardato Sanremo, e in un certo senso persone di qualità”. A proposito del piazzamento provvisorio in classifica (il decimo posto), Omar ricorda che l’ultima volta a Sanremo, con i Timoria, il piazzamento era assai peggiore (il gruppo arrivò ultimo). “Ci terrei a fare bella figura per fare contenti i miei genitori. Qui sono in gara con me stesso e con i fantasmi del mio passato, non con gli altri cantanti: quindi ho già vinto”.
E’ curioso, fa notare qualcuno, che Pedrini, Neffa, Pacifico, Mario Venuti siano tutti ex componenti di gruppi rock: “Segno che la straordinaria fioritura del rock italiano che c’è stata anni fa, e della quale i grandi mezzi di comunicazione non hanno voluto accorgersi, contribuendo a rendere difficile il lavoro e la carriera dei gruppi rock, ha comunque dato frutti. Resta il rimpianto per come quel periodo di creatività sia stato poco compreso o poco illuminato dai riflettori dei giornali e della televisione”.
Da maggio Omar Pedrini sarà pronto a proporre concerti dal vivo, con una formula e con una formazione di musicisti ancora da definire.
E’ vero, conviene Pedrini, che in alcune canzoni l’orchestra è stata forse sovrautilizzata, è questa una tentazione in cui qualche direttore d’orchestra è forse caduto; “stasera la mia esecuzione sarà molto asciutta, utilizzerà solo un terzo degli strumenti disponibili”. A proposito degli ascolti di ieri sera: “I dati Auditel sono una schiavitù che ha volgarizzato le produzioni televisive degli ultimi anni, si tende al consenso popolare a discapito della qualità; cercare i picchi di audience a volte significa prostituirsi. Preferisco pensare che gli spettatori del Festival di ieri sera fossero persone che negli anni scorsi non avevano guardato Sanremo, e in un certo senso persone di qualità”. A proposito del piazzamento provvisorio in classifica (il decimo posto), Omar ricorda che l’ultima volta a Sanremo, con i Timoria, il piazzamento era assai peggiore (il gruppo arrivò ultimo). “Ci terrei a fare bella figura per fare contenti i miei genitori. Qui sono in gara con me stesso e con i fantasmi del mio passato, non con gli altri cantanti: quindi ho già vinto”.
E’ curioso, fa notare qualcuno, che Pedrini, Neffa, Pacifico, Mario Venuti siano tutti ex componenti di gruppi rock: “Segno che la straordinaria fioritura del rock italiano che c’è stata anni fa, e della quale i grandi mezzi di comunicazione non hanno voluto accorgersi, contribuendo a rendere difficile il lavoro e la carriera dei gruppi rock, ha comunque dato frutti. Resta il rimpianto per come quel periodo di creatività sia stato poco compreso o poco illuminato dai riflettori dei giornali e della televisione”.
Da maggio Omar Pedrini sarà pronto a proporre concerti dal vivo, con una formula e con una formazione di musicisti ancora da definire.
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