“Ho creduto e sperato tanto in Adriano Celentano - il mio amico d’infanzia - che credevo coraggioso e anticonformista. E invece anche lui mi ha abbandonato”. Così Tony Renis spiega a Mario Luzzatto Fegiz, che lo intervista per il “Corriere della Sera”, la sua delusione per il rifiuto di Celentano a partecipare al Festival di Sanremo e il suo sconforto per il comportamento degli artisti italiani famosi, “pavidi, che invece che prendere in mano i propri destini non fanno altro che subire”. Nell’intervista Renis ammette che il boicottaggio delle multinazionali del disco si è rivelato efficace (“ma anche suicida”) e sostiene che in Italia “ci ritroviamo con quattro spenti funzionari di multinazionali straniere costretti a fare da esecutori testamentari alla nostra canzone: dovrebbero dimettersi”. Pronta l’immancabile reazione di Enzo Mazza, direttore generale della FIMI: “Chi deve andare a casa è Tony Renis, che dice solo grandi falsità. Sanremo non rappresenta più il 2% del mercato, ma lo 0,78%. Quindi il Festival è inutile”.
(fonte: Il Corriere della Sera)
(fonte: Il Corriere della Sera)
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