Più rugoso che mai, ma Keith Richards va avanti come se niente fosse. Gli anni passano e lui, classe '43, suona sempre col fuoco di una volta, va a letto tardi da quasi mezzo secolo, beve come una spugna. E, si dice, si fa ancora qualche sostanza illegale. Roba di quella sopraffina, naturalmente. Sebbene segnato profondamente sul viso, al punto che se fosse un attore non sarebbe Bela Lugosi ma Bela Rugosi, il vecchio Keef "l'ha fatta in barba alla morte". Parole di David Demko, illustre gerontologo statunitense, il quale per la rivista statunitense "Blender" ha esaminato la carriera di vari divi del rock e pop e si è spinto a predire (meglio fare gli scongiuri) la data di morte di vari cantanti. Secondo il medico, Ozzy Osbourne ci lascerà nel 2013 all'età di 65 anni. Michael Jackson forse sbiancherà quando leggerà che ha da campare per altri 31 anni visto che Demko ritiene che morirà a 76 anni. Previsioni a tinte fosche per Whitney Houston, la quale dovrebbe lasciare questa valle di lacrime a soli 59 anni. Gioirà invece Sting, il quale continuerà allegramente a propinarci la sua musica fino alla veneranda età di 93 anni. Colui il quale sfugge ad ogni logica è proprio il chitarrista dei Rolling Stones. "Secondo i miei studi, Richards sarebbe dovuto morire nel '96, a 52 anni. Non so come faccia. L'80% dei fattori che controllano la lunghezza della vita sono in relazione allo stile di vita, non ai geni. Richards sfugge alla logica", ha detto Demko.
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