Credits: Sebastiano Tomà / Concessione in uso a Rockol
Nel corso di un breve ma nutrito scambio di e-mail con Rockol, Peter Hammill ha riferito che, dopo l'infarto dal quale è stato colpito nello scorso dicembre, ora sta piuttosto bene. E, sebbene convalescente, attende con entusiasmo la pubblicazione del suo nuovo album solista, "Incoherence", la cui uscita è prevista per il prossimo 22 marzo. Hammill (nato il 5 novembre '48 a Londra) è stato uno dei fondatori (con Chris "Judge" Smith e Nick Peame) dei semileggendari Van der Graaf Generator, gruppo che tra il '68 ed il '72 fu molto attivo, produsse ottimi dischi e, specialmente in Italia, assurse praticamente a figura di culto. La band fu assemblata a Manchester nel '67 e, dopo un 45 giri nel '68, sbandò e si ricompose con una line-up leggermente modificata. Il gruppo si sciolse ufficialmente durante l'estate '72. I dischi che i VdGG registrarono non ottennero mai buoni risultati nelle classifiche UK e statunitensi, al punto che l'album "The least we can do is wave to each other" del febbraio '70 fu il loro solo LP ad entrare nella Top 50 britannica, ma ugualmente divennero un punto di riferimento della scena del rock evoluto di quel periodo. Hammill debuttò come solista già nel luglio '71, con "Fool's mate", pubblicando poi altri 4 dischi a suo nome prima del ricompattamento (di breve durata) dei VdGG nel '75. Il musicista ha quindi dato alle stampe un album solista all'anno (eccettuati gli anni '77, '84, '87 e '95 ) dal '76 al 2002. Nel 2002 è uscito il suo ultimo lavoro, "Clutch". All'inizio dell'aprile 2003 Hammill si è esibito a Londra con la PFM, interpretando anche "Impressioni di settembre". A mezzogiorno di domenica 7 dicembre 2003, mentre stava passeggiando sulle sponde del Tamigi ad Henley, dove peraltro abitò George Harrison, Peter ha avuto un infarto ed è stato trasportato d'urgenza in ospedale in ambulanza. Ora l'artista si considera "a rischio molto basso", ma ovviamente continua la terapia per riprendere perfettamente tutte le sue capacità.
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