E' vero che per gli artisti il disco più nuovo è sempre il più bello, ma quando si ha un repertorio che a vario titolo può essere iscritto nella storia del rock recente alla prova del live prescindere dai classici è pressoché impossibile. Lo hanno capito sia i Pixies che i Queens of the Stone Age, ai quali ieri è stato affidato il compito di chiudere l'edizione 2014 del Rock in Idro, festival tradotto - dopo un anno di stop - dall'Arena Concerti della Fiera di Rho, la criticatissima spianata di asfalto alla periferia nord di Milano, all'Arena Joe Strummer di Bologna.
Calati nel polveroso catino emiliano, sia Black Francis che Josh Homme (nella foto) non hanno potuto fare a meno che affidare il presidio dei punti chiave della scaletta ai classici dei rispettivi repertori, lasciando agli episodi più recenti - tratti da "Indie Cindy" e "... like clockwork": se la formazione di Boston - al debutto sui palchi italiani con Paz Lechantin al basso a fare le veci dell'esautorata (a sentire lei) Kim Shattuck - ha scelto di giocare sul sicuro aprendo con le collaudate "Bone machine" e "Wave of mutilation" e chiudendo con le storiche "Debaser" e "Where is my mind?", gli alfieri dello stoner californiano hanno scelto di aprire il loro set con "You think I ain't worth a dollar, but I feel like a millionaire" e "No one knows", da "Songs for the deaf" del 2002, tornando alla loro terza prova in studio per il gran finale, affidato alle note di "Go with the flow" e "A song for the dead". E lasciando, proprio come i Pixies, le canzoni più recenti a fluttuare nelle porzioni intermedie della setlist, aspettando - giustamente - che sia il tempo (sotto forma di risposta del pubblico) a decretarne l'affidabilità e l'efficacia.
Nonostante il debutto sotto la pioggia battente che ha spinto gli organizzatori a cancellare la prima serata - quella dedicata alla dance, con Fatboy Slim come headliner - il bilancio stilato dai promoter della prima edizione del festival fuori dalla territorio milanese è positivo: con oltre 40mila le presenze spalmate sui quattro giorni della manifestazione Alex Fabbro, a capo di Hub Music Factory, società che dal 2005 tiene il timone del festival, si è dichiarato soddisfatto e già ansioso di pensare alla prossima edizione.
“Siamo molto contenti di come è partita l’edizione bolognese di Rock In Idro, che nonostante la cancellazione di Fatboy Slim per maltempo è stata comunque una delle migliori edizioni del festival dalla sua nascita", è stato il commento di Fabbro: "Ci auguriamo per il prossimo anno di poter ulteriormente crescere e ringraziamo intanto tutto il pubblico intervenuto e tutte le band della line-up per le loro strepitose performance”. Stesso entusiasmo devono aver mostrato, nei confronti dell'edizione 2014 del Rock in Idro, anche gli interlocutori emiliani della Hub: l'edizione locale online di Repubblica, infatti, riferisce di una candidatura già fatta pervenire da parte della città delle due torri a ospitare l'edizione 2015 del festival.