Comunicato Stampa: A Chiasso (CH) e a Como il '7.o Festival di cultura e musica Jazz '

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IMPROVVISO COME DONNA
7.o Festival di Cultura e Musica Jazz
Chiasso (Ticino, CH)
ex fabbrica Calida
12 – 14 febbraio 2004
Brunate (Como)
ristorante Bellavista
15 febbraio 2004

“ il più originale dei piccoli festival di cultura e musica jazz della Svizzera "
(Peter Ruedi, Die Weltwoche)

Saranno il canto e la creatività al femminile le tracce del 7.o Festival di cultura e musica jazz di Chiasso, che si terrà tra il 12 e il 14 febbraio prossimi con un'appendice domenica 15 a Brunate (CO), e che si annuncia sin d'ora ricco di allettanti eventi - tra jazz di tradizione e nuove contaminazioni, cinema e esposizioni, cucina e vini scelti – all'insegna dell'incontro e dell'evasione di qualità.

L'edizione 2004 di questa innovativa rassegna - che è riuscita a ritagliarsi uno spazio e un profilo ben definiti all'interno delle manifestazioni musicali della regione – renderà omaggio all'arte di Billie Holiday (1915-1959), vera icona del jazz e fra le più alte espressioni della vocalità nero-americana.
La figura di Lady Day, così era chiamata, farà da tela di fondo a un programma come sempre trasversale e fuori dagli schemi, per nulla celebrativo, e aperto alle più diverse espressioni e forme contemporanee.
“Improvviso come donna”, questo il titolo della rassegna, proporrà un tragitto di alto spessore artistico tra classicità del jazz e nuove contaminazioni, musicalità mediterranea e nordica, senza dimenticare di mettere in rilievo le specifiche scene svizzera e italiana.
Tra le protagoniste del Festival vi saranno la straordinaria vocalist portoghese Maria Joao e quella che è considerata tra le stelle emergenti del canto jazz contemporaneo, la svizzera Susanne Abbuehl.
Non mancherà la grande tradizione vocale americana con la presenza di una signora del jazz quale Sheila Jordan (con l'ESP Trio), mentre alla ricerca di nuove forme espressive - tra radici mediterranee e improvvisazione - si muovono due “primedonne” del jazz italiano, la cantante Maria Pia De Vito e la pianista Rita Marcotulli.

Spazio verrà dato anche al grande jazz strumentale, con il fantastico trio francese composto dal sassofonista/clarinettista Louis Sclavis, dal bassista Henri Texier (un gradito ritorno a Chiasso il suo) e dal batterista Aldo Romano, nonché nell'incontro tra il grande sassofonista statunitense Sonny Fortune e il trio di Antonio Faraò, ormai uno dei più affermati pianisti europei della giovane generazione.
Dopo mezzanotte il programma sarà completato - all'insegna del nuovo jazz - dai concerti afterhours, tra groove, funk, hip hop, nuova elettronica e moderni ritmi urbani, e fino a tarda notte da vari set di DJs. Da Ginevra arriveranno i Kera, mentre da Oslo (capitale assoluta del nuovo jazz europeo nell'ultimo decennio) caleranno i Beady Belle con la loro magica vocalist Beate Lech.
Da segnalare, quali eventi collaterali, la mostra del fortunato fumetto Billie Holiday degli illustratori Muñoz e Sampayo, aperta in concomitanza con il Festival, nonché l'anteprima al Cinema Teatro il 4 febbraio con una serata cinematografica a cura di Mr. Jazzfilm Theo Zwicky nel segno delle ladies del jazz. Il Festival si chiuderà con il concerto comasco di domenica 15 febbraio: al Ristorante Bellavista di Brunate (ore 11.00) si esibirà il quartetto della brava cantante Maria Patti in un ultimo omaggio a Lady Day.

Dopo il Magazzino 6 della stazione FFS e - lo scorso anno - il Jazzgarage ex-Martinelli, il Festival contribuirà in questa prossima occasione a rivalutare un altro spazio recuperato della città di confine, la ex fabbrica di sigari “La Nazionale”, poi diventata sede della Calida, uno stabile postindustriale che si inserisce – tra il Cinema Teatro e l'edifico in costruzione del Museo Max Huber – in quello che si profila come il futuro centro della cultura di Chiasso. La rassegna, con il suo programma così ricco e diversificato, vuole essere un momento culturale e ricreativo di qualità, rivolto non solo agli appassionati di jazz ma piuttosto ad un pubblico ampio e curioso. La formula sperimentata negli scorsi anni, all'insegna dell'incontro transgenerazionale e transfrontaliero, si riproporrà nel suo carattere originario, consolidato nei suoi tratti così fortemente innovativi e nel suo mood multidisciplinare. Tutte le serate avranno inizio alle ore 20.45, con apertura delle porte e possibilità di cenare a partire dalle ore 18.45. Concerto a Brunate alle ore 11.00
Il Festival è organizzato dal Dicastero Cultura del Comune di Chiasso in collaborazione con RTSI – Rete 2 e Associazione culturale SEIperCOMO.

PROGRAMMA

Mercoledi 4 febbraio – Cinema Teatro, dalle ore 20.45
Cinejazz in anteprima

Ladies in jazz (1935-1952)
Selezione di filmati 16 mm a cura di Theo “Mr. Jazzfilm” Zwicky

Gradito ritorno a Chiasso di Mr.

Jazzfilm, che presenterà una selezione di filmati dalla sua sconfinata cineteca che vedono protagoniste le donne nel mondo del jazz. Strumentiste, cantanti, ballerine, componenti di formazioni vocali saranno al centro di un fulgido caleidoscopio di immagini e suoni che ci riporterà all'epoca d'oro del jazz. Una collezione di vere e proprie chicche con le signore del jazz, ma anche astri nascenti e artiste sconosciute rimaste soltanto nel cuore di qualche ammiratore attempato, come Helen Humes, Ida James, Connie Haines, Dorothy Dandridge, Peggy Lee, Sister Rosetta Tharpe, Sarah Vaughan, Sunny Gale, Billie Holiday, Ann Lee, il gruppo vocale 4 King Sisters, Taylor Maids, Andrews Sisters, il trio della sensazionale pianista Martha Davis, l'orchestra femminile della ballerina Ina Rae Hutton e la cantante-ballerina Rita Rio. Ad accompagnarle, le formazioni di alcuni “principi azzurri” del jazz come 'Count' Basie Septet, Nat 'King' Cole Trio, Dave Barbour Quartet e le orchestre di Cee Pee Johnson, 'Lucky' Millinder e Wingie Manone. Una splendida dimostrazione di come il ruolo delle donne nella storia della musica afro-americana sia stato troppo spesso sottovalutato e misconosciuto.



Giovedì 12 febbraio, ore 20.45
SUSANNE ABBUEHL “ALL THE WAY”
La stella nascente del jazz vocale europeo

Susanne Abbuehl voce
Wolfert Brederode piano

Susanne Abbuehl è una delle rivelazioni più folgoranti degli ultimi anni.

Per April - album d'esordio per la ECM, 2001 - la critica specializzata ha tessuto plausi incondizionati, scrivendo che da anni non si assisteva a un debutto così convincente. Lontane da cliché sentimentali, le sue liriche sono considerate autentiche gemme, da cogliere con naturalezza: “Love is a deeper season than reason”. Parole mai banali, sorrette da un'interpretazione elusiva e di audace semplicità, che lascia sgorgare la purezza del suono. La sua voce è limpida e sensuale, sospesa in un equilibrio sereno e confidenziale. Un piccolo miracolo generato anche dalla bravura dei musicisti - gli stessi che suoneranno a Chiasso - che si distinguono per la misura e la raffinatezza degli interventi. Un progetto che si richiama non a caso a Carla Bley, al poeta Edward Eistlin Cummings e a Thelonious Monk, di cui rielabora una preziosa e quasi irriconoscibile Round Midnight. Nata a Berna nel 1970, Abbuehl si avvicina alla musica a soli sette anni. A 17 anni è a Los Angeles a studiare canto con Jeanne Lee, sua mentore, con la quale collabora a più riprese. Di ritorno in Europa, si diploma al Conservatorio Reale a L'Aia in Olanda. La passione per l'apprendimento (si è specializzata anche in canto hindoustani) si intreccia con quella per l'insegnamento all'Alta Scuola di Musica di Lucerna e di Basilea. Susanne Abbuehl al Festival di Chiasso presenterà un programma inedito dedicato a Billie Holiday.



Ore 22.30
MARIA JOAO - MARIO LAGINHA GROUP
La straordinaria vocalist portoghese con il suo affiatatissimo ensemble

Maria Joao voce
Mario Laginha piano
Yuri Souza contrabbasso
Alexandre Frazao percussioni

Nata a Lisbona da padre portoghese e madre mozambicana, Maria Joao rivela ben presto un carattere ribelle, tanto da venir espulsa da cinque collegi. A diciassette anni, si dedica allo sport (“la mia salvezza” avrà modo di dire), diventando cintura nera di aikido e maestra di nuoto. In seguito si iscrive ai corsi jazz dell'Hot Club di Lisbona. A ventisette anni lascia lo sport e sceglie la via del jazz. Artista istintiva ed elegante, approfondisce il repertorio di Billie Holiday - inserisce, fra l'altro, il classico Blue Moon nel primo album. E si consolida come interprete dal timbro inconfondibile. Per cinque anni lavora con la pianista giapponese Aki Takase, che la inizia all'improvvisazione e al free. Collabora con Nils Henning Örsted-Pedersen, Miroslav Vitous, David Friedman e Charlie Mariano. Nel 1991 inizia il lungo sodalizio con il raffinato pianista Mario Laginha, che diventa suo arrangiatore e orchestratore. Con lui realizza alcuni splendidi album, tra cui spiccano Fabula, con Dino Saluzzi e Ralph Towner, e Lobos, Raposas e Coiotes, in collaborazione con l'Orchestra Sinfonica di Radio Hannover, che molti critici considerano la loro migliore ricerca. Nel 2003 pubblica Undercovers, dove rivisita con stile classici di Tom Waits, Bjork, Caetano Veloso, Antonio Carlos Jobim e i Beatles.

Ore 24
dj-set
DJ TOSHKA & LOREM IPSUM (tech & minimal house, electro, d'n'b, nujazz)

Dietro lo pseudonimo di Dj Toshka, si cela Teodora Gutarra Salas, nata a Sofia, trasferitasi in Svizzera e dal 1999 dj residente all'Alcatraz di Riazzino per due anni. Una carriera che decolla a velocità supersonica verso Ibiza, capitale della dance, che la vede protagonista nelle estati 2001 e 2002 in diversi locali come il Mambo bar, Morgana, Bluse e Bora-Bora. Il gusto per la scoperta le fa sperimentare diverse tendenze musicali che poi miscelerà nei club di Spagna, Bulgaria, Francia, Italia e Svizzera (Mad, Losanna; D-Lite, Zurigo). Lorem Ipsum è Raffaella Ferloni, illustratrice e grafica, luganese d'adozione, travolta dalla passione per la musica, tanto da averne sempre più a che fare. Sue le copertine per i cd dell'Etnic Bar, illustrazioni per riviste sulla Street Parade, per la discoteca Alcatraz e per diversi avvenimenti techno. Ha anche realizzato diverse esposizioni di quadri ispirati al jazz. Da qualche anno è passata alla musica attiva mixando nei migliori locali del Ticino: Livingroom, Bar Oops, Garage Music, La Fabbrica e ai gay-party di Sessa, Losone e Castione. Un after-jazz unico e trepidante che vedrà alternarsi alla consolle le due muse della pink-house svizzera-italiana.

Venerdì 13 febbraio, ore 20.45
SCLAVIS-TEXIER-ROMANO
Tre giganti del jazz francese riuniti in un fantastico “power- trio”

Louis Sclavis clarinetti e sassofoni
Henri Texier contrabbasso
Aldo Romano batteria

Mitico trio del jazz francese degli ultimi vent'anni, Louis Sclavis, Henri Texier e Aldo Romano sono legati da una solida amicizia che dura dagli anni Settanta, dalla voglia di sperimentare nuovi percorsi musicali e dal piacere di suonare insieme. Nomadi per vocazione, hanno dato vita a memorabili tournée iniziatiche attraverso il continente africano, di cui v'è traccia nella Suite Africane: Carnet de Routes (1993) e Water Buffalo (2000). Sclavis è un musicista eclettico, pluripremiato, con diversi Django d'oro nel carniere, autore di progetti musicali sempre originali, come il recente impedibile Napoli's Walls. Stilista del contrabbasso, Texier ha iniziato non ancora ventenne ad accompagnare figure storiche del jazz come Dexter Gordon e Bud Powell nei loro soggiorni parigini. Per poi continuare nell'European Rhythm Machine, con Phil Woods, Daniel Humair e George Gruntz; e come creatore dei progetti “azzurri”, con cui partecipò al Festival di Chiasso nell'anno delle “balene mingusiane” (1999). Bellunese emigrato giovanissimo in Francia, Romano è un batterista elegante che ha suonato con Jackie McLean, Woody Shaw, Don Cherry, Palle Danielsson, nel verace Italian Quartet con Fresu, D'Andrea e Di Castri. E con un giovane pianista allora, nel 1969, non ancora famoso: Keith Jarrett.

Ore 22.30
SHEILA JORDAN & ESP TRIO
La voce storica del jazz statunitense

Sheila Jordan, voce
Roberto Cipelli piano
Attilio Zanchi contrabbasso
Gianni Cazzola batteria

Sheila Jeanette Dawson nasce il 18 novembre 1928 a Detroit. A 11 anni comincia a suonare il piano e a cantare per sfuggire alla povertà di una zona mineraria della Pennsylvania. I club di Detroit si accorgono di questa ragazzina talentuosa che si esibisce in un trio vocale: Skeeter, Mitch and Jean. Negli anni Cinquanta si trasferisce a New York dove sposa Duke Jordan, pianista di Charlie Parker. Bird resta la sua principale referenza e le riserva tenere parole d'ammirazione: “Sheila ha un orecchio musicale che vale un milione di dollari!”. Niente di meglio allora che affinare il suo capitale musicale con Charles Mingus e Lennie Tristano; e debuttare per la Blue Note con un album notevole: Portrait of Sheila. Nei decenni successivi, collabora con Stan Getz, Carla Bley, Roswell Rudd, i bassisti Steve Swallow, Harild Andersen e Harvie Swartz e realizza il suo sogno di incidere con un quartetto d'archi (Heart strings). Meno nota di quanto meriti - negli anni Settanta per mantenersi lavora anche come impiegata - Sheila, oltre ad essere un'entusiasmante cantante scat e una splendida interprete di ballads, è una tra le poche vocalist che possa improvvisare in tempo reale dei testi logici, spesso in rima, e sovrapporre le melodie agli accordi in uno stile screziato che non sarebbe dispiaciuto a Lester Young. Accompagna Sheila Jordan un trio di ottimi musicisti con cui suona sin dal 1998, anno d'uscita del loro live Sheila's back in town. Da dieci anni, E.S.P. è un piano-trio curioso e aperto a sempre nuovi percorsi come testimonia l'Omaggio a Leo Ferré con Paolo Fresu e Gianmaria Testa. Tra le collaborazioni eccellenti, mezza storia del jazz moderno: Steve Lacy, Tom Harrell, Gianluigi Trovesi per Roberto Cipelli; Lee Konitz, Sam Rivers, Dave Liebman per Attilio Zanchi; Gerry Mulligan, Charlie Mariano, Clifford Jordan e…Billie Holiday per il sempreverde e swingante Gianni Cazzola.

Jazzafterjazz, ore 24.00
KERA (jazz, rock, soul, hip hop, electro)

Claire Huguenin voce
Alex Pillonel voce/rap
Yann Altermath sax
Sébastien Gosteli chitarra
Olaf Gabriel tastiere
DJ Luca giradischi
Nicolas Pittet batteria
Christophe Farine basso elettrico

Il gruppo è nato nel 1997 dalla visione di tre ingegnosi musicisti ginevrini: Nicolas Pittet (batteria), Cristophe Farine (basso) e Sebastien Gosteli (chitarre); e si propone di realizzare una sintesi tra alcune espressioni musicali contemporanee - jazz, rock, soul, electro – cercando di evitare le ricette di tendenza. La scommessa riesce qualche anno più tardi. Il progetto si concretizza nell'album One by One (2003), mosaico fluido dove le varie forme musicali interagiscono con spirito aperto e coerenza, rafforzandosi reciprocamente e sorprendendo ad ogni ascolto. All'album partecipano una ventina di musicisti che apportano il loro contributo liberamente, ciò che conferisce freschezza all'operazione. Grazie alla programmazione nelle playlists di Couleur3 cominciano a farsi notare e a effettuare diversi concerti nei principali club e festival svizzeri di elettronica. A Chiasso, si presentano con una formazione dinamica e ribollente di otto elementi tra cui, oltre alla cellula base, due cantanti, dj, fiati e piano. Non pensate al jazz e lo ritroverete.

segue: DJ set
DJ TER (minimal drum'n'bass)

Architettura o musica? A sei anni di distanza, è la passione per la musica elettronica a prevalere e che fa partecipare Terry-Ann Frencken alla scena elettronica torinese, una delle più interessanti della vicina penisola. Dal 2000, diventa dj resident di Xplosiva, in serate con artisti del calibro di Jeff Mills, Richard Fearless, Justin Drake. Comincia poi a definire un percorso più personale insieme a Marco Palmieri aka Tuscanica, dello studio 2020K, con il quale collabora al progetto Und, il cui album d'esordio Maxfield è in uscita in questi giorni. Segue Fairyter, set di musica elettronica minimale con la partecipazione di un coro di bambini che canta filastrocche. Date ai Magazzini Generali-Milano, Mazzo Club-Olanda, Halcyon Club-N.Y.C. e residenze al Film Festival 2003-Venezia, alla Fondazione per l'arte contemporanea Sandretto Re Rebaudengo-Torino fanno sì che il suo suono essenziale e armonico, dai forti beat contrastati, cominci a circolare e a rendersi ben presto riconoscibile. Forse il miglior complimento per una dj tra le più originali.

Sabato 14 febbraio, ore 20.45
MARIA PIA DE VITO – RITA MARCOTULLI
Primedonne del jazz italiano, tra mediterraneità e improvvisazione

Maria Pia De Vito voce
Rita Marcotulli pianoforte

Per un festival, una delle cose più belle è poter presentare una formazione nel pieno della maturità stilistica ed espressiva. Maria Pia De Vito fa parte ormai del pantheon delle vocalist contemporanee: Down Beat l'ha inserita nella categoria Beyond Artist del 2001 con Cesaria Evora e Joni Mitchell. Mentre Rita Marcotulli è la pianista italiana più richiesta a livello internazionale. Insieme hanno dato vita ad un progetto che è andato via via crescendo e affinandosi. Con Nauplia (1994), partono dalla commistione tra cultura musicale napoletana e improvvisazione, che si focalizza attorno all'opera del drammaturgo Raffaele Viviani: Fore Paese e in Triboh, altro lavoro di spaesamenti musicali. Negli ultimi anni, la matrice etnica si attenua e si apre alla sperimentazione, grazie anche all'utilizzo di stratificazioni ritmiche e loops vocali, situazioni rarefatte, che fanno risaltare la purezza di timbro della De Vito e il pianismo personale e lirico della Marcotulli, senza trascurare il comune gusto per la melodia e la ricerca armonica. Maria Pia De Vito ha collaborato con Kenny Wheeler, Joshua Redman, Joe Zawinul e realizzato vere e proprie chicche come i cd Verso (in trio con John Taylor e Ralph Towner) e Nel respiro (dove al trio si aggiungono Steve Swallow e Patrice Heral). Rita Marcotulli ha suonato con Chet Baker, Steve Grossmann, Pat Metheny, Dewey Redman, Nils Petter Molvaer, Pino Daniele. Attualmente è attiva in diverse formazioni tra cui un trio a proprio nome con Palle Danielsson e Bob Moses.

Ore 22.30
SONNY FORTUNE MEETS ANTONIO FARAO' TRIO
Incontro ad alta tensione USA-EUROPA

Sonny Fortune sax alto
Antonio Faraò pianoforte
Martin Gjakonovski contrabbasso
Dejan Terzic batteria

Cosa succede se uno dei migliori alto-sassofonisti coltraniani sale a bordo della fiammante spider jazzistica dell'ormai affermato pianista italiano? Nato a Philadelphia nel 1939, Sonny Fortune si trasferisce nel 1967 a New York dove non tarda a farsi notare nell'affollata scena hard bop della Grande Mela. Incide con i giganti McCoy Tyner, Leon Thomas, Nat Adderley, Buddy Rich e Dizzy Gillespie. Tra il 1974 e 1975 è protagonista di ben quattro opere fusion di Miles Davis: Big Fun, Agartha, Pangaea e Get Up With It. Negli anni Ottanta, il batterista Elvin Jones, tra i suoi primi contatti newyorchesi, lo coinvolge a più riprese nella sua Jazz Machine e nella Coltrane Legacy Band. In veste di leader incide una dozzina di album tra cui spicca In the Spirit Of John Coltrane. Per Down Beat è uno tra i più riusciti omaggi a Trane e lo accredita, per spiritualità del soffio e penetrante vitalità, nella ristretta schiera dei suoi eredi …supremi. Nello speciale concerto di Chiasso, il grande sassofonista interagirà con Antonio Faraò, talento precoce del jazz italiano (ricordate le serate all'Osteria del Teatro?) che ha saputo confermarsi come uno dei pianisti più intensi della scena internazionale. E con due musicisti di scuola balcanica: il propulsivo bassista macedone Martin Gjakonovski e l'apprezzato batterista bosniaco, da molti anni in Germania, Dejan Terzic. Jazz da 240 cavalli.

Jazzafterjazz, ore 24.00
BEADY BELLE (jazz, soul, drum'n bass, r'n'b)

Beate S. Lech voce, campionamenti
Jorn Oein tastiere
Marius Reksjo basso acustico e elettrico
Erik Holm batteria

Beady Belle rifulge nella scena musicale norvegese, qualificandosi tra le più interessanti formazioni tra jazz, elettronica e nuove sonorità. Beady Belle (letteralmente “bellezza perlacea”) nasce con l'alleanza creativa tra la splendida cantante Beate S.Lech e il poliedrico contrabbassista Marius Reksjo. Beate, conclusi gli studi al conservatorio di Oslo, comincia ad esibirsi con gruppi innovativi come Insert Coin, la trip hop band Folk & Rovere e Metropolitan, progetto jazz della Sony con il leggendario chitarrista Jon Eberson. Nel 1999, Beate è chiamata dal geniale pianista e produttore Bugge Wesseltoft ad incidere per la giovane casa Jazzland. Come un folletto, Beate decide di fare tutto nello studio di casa sua: composizioni, arrangiamenti, testi, programmazioni, registrazioni. Coinvolge nella creazione l'amico Marius, figura centrale della scena underground scandinava, avendo collaborato con Eivind Aarset, Bugge Wesseltoft e il gruppo danese The Savane Rose. Nascono allora due album bellissimi: Home (2001) e il recente Cewbeagappic (2003), magiche commistioni di jazz, soul, drum'n'bass e r&b, che li lanciano sulla scena dei club di mezzo mondo. Beady Belle, dal groove sofisticato e dalle sonorità scintillanti, è un piacere per le orecchie e per i corpi chiamati al movimento. Très chic.

Segue: DJ set

DJ KAY ZEE (experimental black music)
Pioniere del rap, influenzato da artisti come Grandmaster Flash, Kurtis Blow, Public Enemy, James Brown, nel 1987, vince il titolo nazionale di dj e partecipa ai campionati mondiali a Londra. Come dj e produttore è attivo per tre anni nel collettivo hip hop zurighese Primitive Lyrics con il quale riscuote un certo successo. Nel 1994, fonda con Rockmaster K, suo migliore amico, la propria etichetta discografica: Suntic Records; con la quale esplora territori musicali più vicini ad artisti come Hendrix, Velvet Underground, Georg Clinton e alla musica dub. Realizza il suo primo album London Ragamuffin, 1995: con Daddy Foster, E.K.R e Ten-Shi. Con Chritz + Chratz + Angela, si avvicina al mondo dell'arte sperimentale dove trova ampia comprensione per la propria musica. Con dischi e bagagli parte alla volta dei club di Parigi, New York e Francoforte. Attivo sulla scena di Zurigo dove si esibisce regolarmente è stato tra i protagonisti all'ultimo Lethargie, party conclusivo alla Rote Fabrik in occasione della Street parade.

Domenica 15 febbraio Brunate (CO) Ristorante Bellavista, ore 11.30

MARIA PATTI QUARTETTO

Maria Patti voce
Giuseppe Emmanuele pianoforte
Alberto Amato contrabbasso
Stefano Bagnoli batteria

Il festival si conclude con un omaggio, un ultimo, a Billie Holiday: un profilo artistico ed umano di Lady Day attraverso le sue canzoni più belle: Strange Fruit, God Bless the Child, Lover Man, My Man, These Foolish Things e molte altre perle che ci riporteranno nella magica atmosfera di un'epoca ormai lontana e indimenticabile. Protagonista è la voce suadente di Maria Patti. Diplomata in pianoforte e con alle spalle alcuni stage con cantanti americane, Patti è un'interprete tra le più raffinate della scena jazzistica italiana. Ad accompagnarla, alcuni musicisti italiani dal solido bagaglio: come il pianista, compositore, direttore e arrangiatore Giuseppe Emmanuele (Phil Woods, Joe Hendricks, Enrico Rava e un sempre più compianto Massimo Urbani tra gli accrediti), il contrabbassista Alberto Amato (Amato Jazz Trio) ed il batterista Stefano Bagnoli, riconoscibile da uno stile costantemente in equilibrio tra jazz classico e moderno, funambolico nell'uso delle spazzole, soprannominato, non a caso, Brushman). Quest'ultimo ha esordito non ancora quindicenne nel gruppo di Paolo Tomelleri e ha suonato con i grandi Clark Terry, Johnny Griffin, Lee Konitz e Enzo Jannacci.

Inoltre durante la manifestazione:

jazzcomics
Chiasso, Ex-fabbrica Calida, in concomitanza con il Festival

BILLIE HOLIDAY
Esposizione delle tavole originali del fumetto di Muñoz e Sampayo

Gli argentini Josè Muñoz e Carlos Sampayo sono due maestri del fumetto mondiale. Allievo di Hugo Pratt e Alberto Breccia, Muñoz lascia l'Argentina nei primi anni Settanta, segnata dalla feroce dittatura, per trasferirsi in Europa. Nel 1974 incontra Sampayo, che proviene dalla pubblicità e con il quale dà vita ad una delle collaborazioni più intense della storia del fumetto. Un sodalizio basato sull'amore per il cinema, il jazz, il tango e la letteratura, per autori come Cortazar, Arlt, Hammet, Chandler, Goodis. Dal loro incontro nascono alcune opere miliari della storia del fumetto, come quelle del detective Alack Sinner che, apparso nel 1975 su Linus, rinnova in profondità i canoni del fumetto poliziesco. Detective amaro e disilluso, perdente, perché perdere è condizione esistenziale, ma anche l'unico modo di preservare la propria dignità in una società corrotta e disgregata, Alack Sinner assume i tratti di uno Steve Mc Queen albino alla ricerca perenne di un senso ancora possibile di giustizia.
Il fumetto Billie Holiday, che viene presentato in mostra a Chiasso, in occasione del Festival jazz, rappresenta un momento cruciale della loro carriera e anche una delle più riuscite incursioni dei comics nel mondo del jazz. Giocata su più livelli - la ricerca documentaristica di un giornalista, il ricordo frammentato di Alack Sinner, gli estratti della cronaca dell'epoca - l'opera è la toccante narrazione della vicenda umana della cantante: la relazione con Rufus, suo magnaccia e amore impossibile; l'amicizia elettiva con il sassofonista Lester Young; la dipendenza dalle droghe, che la rende vittima di una persecuzione impietosa; la solitudine di una donna alle prese con una società perbenista e razzista, riluttante ad accettare una donna di colore come una delle artiste più lucenti del firmamento musicale americano. Il tratto espressionista di Muñoz esprime tutta la drammaticità del personaggio. Ed è molto jazz, dove il nero irrompe lancinante nel bianco-silenzio della tavola, come un assolo di Pres.

jazzfactory & dintorni
progetto d'interni a cura di Paolo Cavalli, Andreas Gysin, Jordi Riegg, Sidi Vanetti

jazzdinner
proposte eno-gastronomiche
dalle 18.30 alle 24.00
a cura della Cronoparty

from duke to bird
animazione a 78 giri
a cura di Luigi Guglielmetti

Entrata 25.- (17.- €)
Club Rete Due e ridotti 20.- (14.- €)
Concerto a Como 15.- (10.- €)
After 24.00 10.- ( 7.- €)
Tessera festival 4 giorni 65.- (43.- €)
3 giorni 60.- (40.- €)

Prevendite
Cinema Teatro, via D. Alighieri 3b Chiasso, tel. +41 (0) 91/ 695 09 16
Libreria Leggere, Corso San Gottardo 86, Chiasso tel. +41 (0) 91/ 683.10.05
La Bottega del Pianoforte, Viale Cattaneo 19 Lugano tel. +41 (0) 91/ 922.91.41
By Pinguis, Via il Moro 15 Bellinzona tel. +41 (0) 91 / 825.36.56
Music City Soldini, Piazza Grande 9 Locarno tel. +41 (0) 91 / 756.00.00

Libreria Voltiana, Piazza Vittoria 34 Como tel. e fax +39 031 / 268244

Informazioni
tel. +41/ 91/ 695 09 14
fax. +41/91/ 695 09 18
cultura@chiasso.ch
www.jazzfestivalchiasso.ch
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