Nel giro di dieci giorni le cose sono cambiate. A meno di due settimane
dalla notizia che il medico legale di Los Angeles non era stato in grado
di giungere ad alcuna conclusione certa sugli ultimi minuti di vita di
Elliott Smith, morto alla fine dello scorso ottobre, è stata resa nota la
versione integrale degli esami del coroner. E, da un probabile caso di
suicidio, si è passati a non escludere la possibilità che si sia trattato
di omicidio. A gettare sul piatto la possibilità è essenzialmente un
elemento nuovo, e cioè la presenza di tagli, apparentemente causati da un
tentativo di difesa, rilevati sulle mani del musicista. Ma a destare dubbi
è anche la decisione della sua fidanzata, Jennifer Chiba, di non
collaborare attivamente alle indagini. La Chiba però si difende affermando
che non è vero: ha rilasciato varie dichiarazioni alla polizia, ora è
solamente stanca di ripeterle e dice di sentirsi sospettata. Secondo la
donna si è trattato di suicidio. La versione della Chiba: dopo aver
litigato col fidanzato, si chiuse in bagno. Avendo sentito degli urli
strazianti, la donna aprì la porta e vide Smith con un coltello piantato
nel petto. Glielo tolse, il musicista fece qualche passo e poi stramazzò a
terra. La donna, la quale riferisce che Elliott era “pulito” da un anno
dopo aver abusato per un lungo periodo di eroina e crack, riferisce d’aver
trovato in casa un post-it scritto da Smith con le parole “I'm so sorry,
love, Elliott. God forgive me”.
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