Nel 2001 la critica si interessò parecchio (i compratori decisamente meno)
ad “Everybody got their something”, il primo album di Nikka Costa, l’ex
bambina-prodigio di “On my own”. A metà dicembre dello stesso anno fu lei
stessa ad ammettere che il disco “non aveva avuto un grosso impatto”,
eufemismo per intendere che il CD era presto finito sotto la voce
“offerte” dei negozi. In ogni caso Nikka, figlia di Don Costa, uno degli
arrangiatori preferiti di Frank Sinatra, è pronta a tornare: il suo nuovo
CD è praticamente completato. Manca solo il titolo, che lei per
scaramanzia preferisce dare all’ultimo, e la data esatta di pubblicazione,
che comunque dovrebbe avvenire nel prossimo maggio. Uno dei brani, “Silver
tongue”, è una collaborazione di Nikka con Prince. I due si erano
contattati un paio d’anni fa quando il piccoletto di Minneapolis iniziò a
proporre dal vivo “Push & pull”, una canzone di lei; Nikka poi gli ha
sfrontatamente chiesto di fare una cosa insieme, lui le ha chiesto di
mandarle una poesia, lei l’ha fatto e Prince l’ha musicata
rimandandogliela in MP3.
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