Mogol lancia un appello per la sua scuola

“La mia scuola di musica rischia di chiudere se il governo non interverrà in tempi rapidi con provvedimenti adeguati”. E’ l’appello lanciato da Giulio Rapetti, in arte Mogol, durante la sua audizione presso la commissione Pubblica Istruzione del Senato, avvenuta nell’ambito dell’esame del disegno di legge sull’attività musicale, meglio conosciuto come “legge Veltroni” dal nome del Ministro che lo ha proposto. Il paroliere (pardon: autore di liriche) più famoso d’Italia, con tono deciso ed anche un po’ incazzato, ha spiegato che “qualcosa deve cambiare per forza, non è possibile che nel nostro paese per chi vuole fare musica e insegnarla sul serio ci debbano essere sempre le stesse difficoltà”.
“Personalmente” – ha poi proseguito Mogol – “ho dimostrato che si possono fare ottime cose per divulgare e diffondere musica e cultura popolare. Ora spetta a Parlamento e Governo fare qualcosa di concreto. Nella mia scuola ho investito tutto quello che ho guadagnato in una vita, e ancora vado in giro col cappello in mano a chiedere l’elemosina!”.
Oltre a Mogol la commissione ha ascoltato anche Ennio Morricone, che si è detto anch’egli fiducioso nell’emanazione di provvedimenti pro-musica.

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