Parlano i Mescaleros: ‘Con ‘Streetcore’ abbiamo cercato di rispettare Joe Strummer' (13 ottobre 2003)
Uscirà il 17 ottobre prossimo l’atteso disco postumo di Joe Strummer. Quando lo scorso dicembre l’ex leader dei Clash è scomparso improvvisamente all’età di 50 anni stava lavorando ad un album, che i suoi Mescaleros hanno portato a compimento. Il risultato è il miglior disco solista di Strummer, prodotto dal chitarrista Martin Slattery e dal bassista Scott Shields. “Dopo ‘Global a go go', che aveva parecchi richiami alla world music, volevamo fare un disco diretto, che potessimo suonare dal vivo’, ha spiegato a Rockol quest’ultimo. “I Mescaleros erano diventati una vera band, più forti e affiatati che in passato. Avevamo un progetto molto ampio per questo album, come puoi vedere, ma definito nei suoi tratti di fondo. Poi la morte di Joe ha ovviamente cambiato tutto”.
La band si è cosi trovata a gestire in ben altro modo il lavoro di registrazione: “A quel punto era da un anno che stavamo lavorando al disco, avevamo cinque o sei brani pressoché finiti, altri erano iniziati e in tutto questo c’erano delle canzoni che avevano bisogno di essere un po’ ripensate”, continua Shields. “Non c’erano demo, perché non lavoravamo in questo modo, cercavamo di lavorare alle canzoni in presa diretta. Siamo tornati in studio alla fine di gennaio, senza un vero e proprio metodo, ma comunque coinvolgendo la famiglia, sua moglie e la figlia sentendo il loro parere in continuazione. Abbiamo cercato di sfruttare al meglio quello che avevamo, cercando di rispettare Joe e non di dare la nostra interpretazione della sua musica. Per esempio ‘Burning streets’ abbiamo reinciso la parte strumentale, che non funzionava, mentre quella vocale era ottima. Per ‘Get down Moses’ abbiamo dovuto usare una parte vocale registrata durante un concerto. ‘Long shadow’, ‘All in a day’ e ‘Redemption song’, invece, sono canzoni che Joe aveva registrato con altri produttori, mentre era in vacanza”.
A proposito di quest’ultima, Shields nega le voci su un presunto duetto con Johnny Cash, che da qualche settimana circolano in rete: “Joe doveva scrivere un brano per Johnny Cash, e lo raggiunse a L.A, dove c’era anche Rick Rubin. Compose ‘Long shadow’, ma alla fine decise di tenerla per se. Incise ‘Redemption song’ di Marley con la band di Cash. Quella di un duetto con Cash credo sia solo una voce. Non mi pare che alla fine abbiano poi inciso assieme brano: sarei sorpreso quanto vuoi se venisse fuori”.
Quanto al futuro, Shields conferma che i Mescaleros senza Strummer hanno poco senso: “Il nostro stare insieme è troppo legato a Joe. Ci conosciamo tutti da tempo, ma quando suoniamo si sente troppo la sua mancanza. Credo che almeno per un po’ torneremo al nostro lavoro di musicisti di studio.”
Uscirà il 17 ottobre prossimo l’atteso disco postumo di Joe Strummer. Quando lo scorso dicembre l’ex leader dei Clash è scomparso improvvisamente all’età di 50 anni stava lavorando ad un album, che i suoi Mescaleros hanno portato a compimento. Il risultato è il miglior disco solista di Strummer, prodotto dal chitarrista Martin Slattery e dal bassista Scott Shields. “Dopo ‘Global a go go', che aveva parecchi richiami alla world music, volevamo fare un disco diretto, che potessimo suonare dal vivo’, ha spiegato a Rockol quest’ultimo. “I Mescaleros erano diventati una vera band, più forti e affiatati che in passato. Avevamo un progetto molto ampio per questo album, come puoi vedere, ma definito nei suoi tratti di fondo. Poi la morte di Joe ha ovviamente cambiato tutto”.
La band si è cosi trovata a gestire in ben altro modo il lavoro di registrazione: “A quel punto era da un anno che stavamo lavorando al disco, avevamo cinque o sei brani pressoché finiti, altri erano iniziati e in tutto questo c’erano delle canzoni che avevano bisogno di essere un po’ ripensate”, continua Shields. “Non c’erano demo, perché non lavoravamo in questo modo, cercavamo di lavorare alle canzoni in presa diretta. Siamo tornati in studio alla fine di gennaio, senza un vero e proprio metodo, ma comunque coinvolgendo la famiglia, sua moglie e la figlia sentendo il loro parere in continuazione. Abbiamo cercato di sfruttare al meglio quello che avevamo, cercando di rispettare Joe e non di dare la nostra interpretazione della sua musica. Per esempio ‘Burning streets’ abbiamo reinciso la parte strumentale, che non funzionava, mentre quella vocale era ottima. Per ‘Get down Moses’ abbiamo dovuto usare una parte vocale registrata durante un concerto. ‘Long shadow’, ‘All in a day’ e ‘Redemption song’, invece, sono canzoni che Joe aveva registrato con altri produttori, mentre era in vacanza”.
A proposito di quest’ultima, Shields nega le voci su un presunto duetto con Johnny Cash, che da qualche settimana circolano in rete: “Joe doveva scrivere un brano per Johnny Cash, e lo raggiunse a L.A, dove c’era anche Rick Rubin. Compose ‘Long shadow’, ma alla fine decise di tenerla per se. Incise ‘Redemption song’ di Marley con la band di Cash. Quella di un duetto con Cash credo sia solo una voce. Non mi pare che alla fine abbiano poi inciso assieme brano: sarei sorpreso quanto vuoi se venisse fuori”.
Quanto al futuro, Shields conferma che i Mescaleros senza Strummer hanno poco senso: “Il nostro stare insieme è troppo legato a Joe. Ci conosciamo tutti da tempo, ma quando suoniamo si sente troppo la sua mancanza. Credo che almeno per un po’ torneremo al nostro lavoro di musicisti di studio.”
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