NEWS   |   Pop/Rock / 16/04/2014

AC/DC e il giallo del ritiro: il mistero sulla salute di Malcolm Young

AC/DC e il giallo del ritiro: il mistero sulla salute di Malcolm Young

Che abbia ragione Billboard, secondo il quale le voci sull'addio alle scene siano "esagerate", o Darryl Mason, storica firma del giornalismo musicale australiano, che sul suo blog ha eloquentemente titolato il suo ultimo post "RIP AC/DC: 1973 - 2014", una cosa pare non ci siano dubbi: ad imporre quella che per lo meno potrà essere considerata una battuta d'arresto nella carriera del veterano gruppo australiano sono le condizioni di salute di Malcolm Young.

Che il fratello del ben più vistoso e iconico Angus non fosse in forma smagliante parve già chiaro poco più di 24 ore fa a Molly Meldrum, vecchia volpe della discografia degli antipodi, che ammise come in effetti voci su precarie condizioni di salute nell'ambiente circolassero già da tempo. Il primo a farne cenno è stato proprio Mason, che con un post - ieri - ha dipinto un quadro non esattamente idilliaco: Young sarebbe stato colpito da un ictus, tre settimane fa, che l'avrebbe lasciato - definitivamente o meno, non è dato sapere - impossibilitato a suonare. La notizia sarebbe stata contenuta nella cerchia strettamente familiare e amicale del gruppo, che aveva già iniziato da qualche settimana le session di registrazione del nuovo album.

Niente di ufficiale, ha specificato ovviamente Mason, che ha però ventilato la comunicazione di una nota ufficiale da parte del management del gruppo per oggi, mercoledì 16 aprile. Altri canali, però riferiscono di uno stato di salute di Young più compromesso di quanto il post di Mason non immaginasse.

A prendere parola è stato anche Mark Evans, figlio di Dave, primissimo vocalist del gruppo (che fu poi sostituito da Bon Scott), che sulla sua pagina Twitter ha spiegato di aver ricevuto informazioni di prima mano dal figlio di Young, Ross: "Ha contattato mio padre, perché Malcolm non può nemmeno uscire di casa. Sta molto male, non ci saranno nuovi tour o dischi. La band è finita".

Più o meno simile è il quadro dipinto da Mark Gable, frontman dei Choirboys, band di Sydney che degli AC/DC furono compagni di etichetta: "La faccenda è seria, non è una cosa passeggera: da quello che ho capito, sembra che non sarà in grado di suonare mai più". Decisamente peggiore, invece, è quanto riferito da Fairfax Media, secondo il quale l'invalidità di Young sarebbe ormai pressoché totale: "Ha difficoltà a riconoscere il volto dei familiari e sempre maggiori problemi di comunicazione", riferisce la testata, citando fonti vicine alla famiglia.

L'ipotesi di ricorrere a un espediente come nel 1988, quando - per il tour americano di "Blow up your video" - il nipote di Malcolm, Stevie, sostituì lo zio (senza, per altro, che gran parte dei fan se ne accorgesse) temporanemante impegnato a combattere contro alcol e depressione, non pare ovviamente percorribile. Perché gli AC/DC avrebbero un patto: o si va avanti tutti insieme o ci si ferma. E questa, purtroppo, e se questo voci dovessero trovare un qualche tipo di riscontro ufficiale, potrebbe essere la volta dello stop definitivo...

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