Impegnato nella promozione del suo disco da solista, "Everyday robots" - il cui tour di supporto prenderà il via il prossimo aprile per fare tappa anche in Italia per due date, a luglio - Damon Albarn ha spiegato come molto difficilmente, nel prossimo futuro, potranno emergere novità riguardo a una nuova prova in studio dei Blur, discograficamente fermi - eccezion fatta per i due brani "The puritan" e "Under the westway" - a "Think tank" del 2003: "Semplicemente non ne avremmo il tempo", ha spiegato il cantante e multistrumentista ai cronisti dell'edizione statunitense di Rolling Stone, "Lo scorso anno avevamo preso un buon passa, facendo un sacco di concerti in giro per il mondo. Adesso, però, siamo tutti in pausa e impegnati in altri progetti. Di materiale da lavorare ne avremmo anche, ma non credo che riusciremmo a metterci mano, nel prossimo futuro".
Ancora più intricata, se possibile, la situazione dei Gorillaz: "A parte i visual, i Gorillaz sono io", ha chiarito Albarn, "Ma è complicato, anche se si tratta solo di me. Perché è imbarazzante dire sì o no a materiale che comunque è mio. Anche se io non la vedo così: per le prove del mio prossimo tour, per esempio, ho anche suonato delle canzoni dei Gorillaz, e le ho trovate molto fresche, quindi probabilmente le eseguirò dal vivo. Ma si tratta dei Gorillaz o no? Ma cosa rende i Gorillaz i Gorillaz? Dal vivo l'unica costante sono io. E io sono ancora qui. Quindi questo disco è mio o dei Gorillaz? No, non è dei Gorillaz, anche se per certi versi... Mi sono cacciato in un bel pasticcio, vero?".