Miley Cyrus? Un'arma di "distrazione di massa" usata dal presidente Barack Obama per distrarre il popolo statunitense dai veri problemi del Paese. Così la pensa il cantante dei Korn Jonathan Davis, che nei confronti del primo cittadino degli Stati Uniti non è mai stato tenero, definendolo in passato come un pupazzo nelle mani dell'intellighenzia e una iattura per la nazione.
Intervistato in tv durante l'Alex Jones Show, Davis ha rincarato la dose: "Mi sembra una cosa davvero triste che tutti siano così imbambolati e immemori del fatto che il Paese usa i media per catturare l'attenzione della gente e distrarla da quello che sta succedendo", ha dichiarato il frontman della band californiana. "Mi ha fatto sclerare tutta quella storia montata su Miley Cyrus, e mentre l'interesse si affievoliva Barack ne ha approfittato per promulgare la nuova legge che gli permette di incarcerare chiunque e di farlo restare in galera senza una vera incriminazione".
Davis ha usato parole dure anche nei confronti del discusso programma di "spionaggio" telefonico adottato dall'Agenzia Nazionale di Sicurezza NSA e di cui sono state vittime anche capi di stato esteri: "Mi preoccupo della mia privacy e di quella dei miei figli. Siamo in America, che si suppone essere la 'terra della libertà'. E invece il nostro sta diventando uno stato di polizia. Abbiamo già telecamere in funzione ovunque, a quanto ne so (...), cosicché i poteri forti possano controllare in ogni momento cosa stiamo facendo. La cosa non mi mette per niente a mio agio".
Bandiera storica del nu-metal, i Korn hanno pubblicato lo scorso ottobre l'album "The paradigm shift", che ha segnato il ritorno in formazione del chitarrista originario Brian Welch.