Sanremo 2014, Rufus Wainwright su 'Gay messiah': 'Non tutti come papa Francesco'

Sanremo 2014, Rufus Wainwright su 'Gay messiah': 'Non tutti come papa Francesco'

Finito nel mirino di alcune associazioni cattoliche, che vedono tutt'altro che di buon occhio il suo passaggio a Sanremo, Rufus Wainwright ha voluto rispondere alle critiche mossegli da CitizenGo e da altri enti di ispirazione religiosa. Partendo, innanzitutto, da "Gay messiah", il suo brano citato dai detrattori che l'hanno accusato di blasfemia: dopo aver rimarcato la sua ammirazione per l'Italia e per gli italiani, l'addetto stampa dell'artista spiega come "il brano non sia da intendere come il ritratto di Gesù o di qualsiasi altra figura religiosa religiosa contemplata dal cattolicesimo, ma una metafora di un mondo dove tutti - omo ed eterosessuali - godano di pari diritti". E anche riguardo alla crocefissione simulata, anch'essa citata dagli attivisti cattolici come indizio di blasfemia, l'artista nega ogni addebito: "Purtroppo questo modo di uccidere le persone era molto diffuso, 2000 anni fa".

"E' molto triste vedere come molti cattolici siano rimasti molto indietro rispetto al loro leader, Papa Francesco, che ha sempre dimostrato grande rispetto per donne e uomini omosessuali e per altre minoranze", prosegue la nota: "In 'Gay messiah' non c'è alcun intento blasfemo. La canzone è un inno che va ben oltre la comunità omosessuale, e che Rufus è stato invitato a cantare allo Human Rights Campaign Ball di Washington". 

Ecco il testo integrale del comunicato:  


Le reazioni alla presenza di Rufus Wainwright al Festival di Sanremo da parte di alcuni gruppi cattolici conservatori sono una grossa sorpresa. Rufus ritiene che alcune cose che sono apparse sui media vadano rettificate.

Rufus ama e ammira l’Italia, la sua gente, la sua cultura. E’ sempre stato un artista esplicito sulla sua sessualità, dall’inizio della sua carriera; nelle sue canzoni esplora la condizione umana, la sua fragilità, i suoi lati nascosti. La sua canzone “Gay Messiah”, l’oggetto della polemica da parte di questi gruppi, non vuole essere “blasfema”, perché non è un ritratto di Gesù o di qualche figura religiosa del canone della chiesa cattolica; è una metafora di un mondo dove i gay hanno gli stessi diritti degli eterosessuali - dalle reazioni in Italia questo mondo è ancora molto lontano. La crocifissioni, sfortunatamente, erano un modo molto comune di uccidere la gente 2000 anni fa.

E’ molto triste constatare che i membri della Chiesa Cattolica siano così indietro rispetto a Papa Francesco nel suo rispetto e nel suo accettare donne, gay e altre minoranze. Rufus certamente non intendeva urtare sentimenti religiosi con questa canzone. “Gay Messiah” è un inno per la comunità gay:  è stato invitato a cantarla, assieme ad altre canzoni, al Human Rights Campaign Ball a Washington, dopo il primo insediamento del Presidente Obama.

Rufus vive una vita famigliare felice e stabile. Lo stato di New York 2 anni fa ha introdotto la Marriage Equality - una battaglia su cui Rufus è stato molto attivo: grazie ad essa è sposato con il suo partner da 9 anni.

Grazie alla leadership del Presidente Obama il Defense of Marriage Act è stato abolito negli Stati Uniti: un altro passo verso la parità dei diritti per ogni persona che viva in un paese democratico. Meno di 50 anni fa il matrimonio interraziale è diventato legale negli Stati Uniti, ancora dopo le donne non avevano diritto di voto in Svizzera a livello federale. Tra 50 anni, si spera, penseranno alla Marriage Equality con un uguale stupore, pensando che ci abbiamo messo 400 anni dall’Illuminismo per ottenere questa uguaglianza.

Rufus ha una figlia con l’amica di sempre Lorca Cohen. Lorca non era una madre surrogata, ma hanno deciso di avere un figlio assieme. Viva Catherine Wainwright Cohen cresce soprattutto con sua mad e Rufus passa tutto il tempo possibile, nel suo ruolo di padre. Ogni altra versione di questa storia raccontata pubblicamente è profondamente inquietante e falsa.

Rufus è orgoglioso e grato di essere stato invitato al Festival di Sanremo a cantare due canzoni. “Cigarettes and chocolate milk” è stata ritenuta dalla stampa una delle sue migliori canzoni ed è apparsa nella colonna sonora del film del regista italiano Antonello Grimaldi “Caos calmo”. “Across the Universe” di John Lenon è una canzone molto cara a Rufus: è stato invitato a cantarla da Yoko Ono in un concerto dal titolo “Come Together: A Night for John Lennon’s Words and Music”, tenutosi il 2 ottobre 2001, poco dopo la tragedia dell’11 settembre. La posizione di Rufus come un artista di grande qualità, integrità è fuori discussione: il grande Elton John lo ha definito “Il più grande singer-songwriter del pianeta”.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.