Verso Sanremo 2014: parla Cristiano De André

Verso Sanremo 2014: parla Cristiano De André

Gli incontri con la stampa fuori e prima dal marasma della settimana del Festival è quasi sempre dettata dalla volontà di parlare di un disco nuovo, non solo delle canzoni - così è stato per tutti i cantanti che abbiamo incontrato finora. Cristiano De André, invece, non pubblicherà un album nuovo, ma un repackaging di “Come in cielo così in guerra”, uscito lo scorso aprile. Ma le canzoni che porta in gara, “Il cielo è vuoto” e soprattutto “Invisibili”, meritano un approfondimento - quest’ultima è forse la più intensa e difficile, la più affascinante tra le canzoni in gara. L’incontro con la stampa, viste queste premesse, era quasi dovuto anche senza un album nuovo di cui parlare.
“La decisione di partecipare al Festival non è stata frutto di una pressione della commissione, quanto una mia convinzione. Volevo dare luce ad un progetto, quello del disco e ‘Invisibili’, che è una canzone cui tengo molto”, spiega con voce convinta, e tono rilassato.
“Invisibili” racconta la Genova degli anni ’70-’80, attraverso il dialogo con un amico che è anche un dialogo con se stesso. “Non è dedicata a o contro a mio padre, non c’entra. E’ dedicata ad un mio amico, il mio più caro di quel periodo”, precisa subito a scanso di equivoci - la canzone cita comunque il padre (in quanto padre famoso, appunto) e con un ritornello in genovese che lo evoca indirettamente, nei riferimenti musicali. “Gli invisibili erano ragazzi che avevano 18-20 anni nella Genova di quel periodo. Eravamo nel pieno della lotta di classe, di un conflitto generazionale: molti di noi non riuscivano ad accettare le incomprensioni - io ho avuto la fortuna di avere un padre di larghe vedute - ma c’era un baratro con i nostri genitori. E poi c’era il baratro dell’eroina, che improvvisamente invase le piazze, soprattutto quelle della mia città. Volevamo ribellarci da tutto e da tutti. Era l’Italia clerico-fascista che non voleva cambiare, che aveva incassato a denti stretti i referendum, e chi aveva 20 anni non l’accettava”.
“La droga rese visibili i giovani, divenne il nuovo demone sociale da combattare”, racconta ancora DeAndré, leggendo da un quaderno fitto di appunti - come faceva il padre nelle rare occasioni in cui incontrava a stampa. “Se venivi bollato come drogato eri finito. Per essere guarito venivi anche azzerato. C’era un senso di inquisizione che è tornato anche oggi. Ma quegli invisibili non erano criminali, erano persone normali che per il resto del mondo rimanevano appunto invisibili”.
“Il cielo è vuoto”, spiega poi, è una canzone quasi speculare: “E' come il nulla che arriva ne 'La storia infinita’”, dice citando Il romanzo di Michal Ende e il film. “Siamo noi, oggi a doverlo fermare, dipengendolo con quello che siamo, senza farci condizionare. Stiamo nascondendo la cosa più bella che abbiamo, le nostre paure. Non ci parliamo più, ma ci sono fiumi di parole inutili. Lo sbaglio grosso è tutto nostro”.
Le canzoni, spiega, sono nate durante la lavorazione del disco: “C’erano degli appunti che erano rimasti erano in forma embrionale, poi li ho completati con Diego Mancino e Fabio Faraboschi” - coautori il primo de “Il cielo è vuoto”, il secondo di “Invisibili”. Poi spiega di essere in una fase di grande attività: “Ci sono anche altri progetti che prima o poi terminerò - una sceneggiatura di un film, un’opera rock”. Ci sarà anche un tour, ma non prima dell’estate.
Ultima nota per la canzone scelta per la serata “Sanremo club” del venerdì sera - un omaggio ai propri genitori: “Ho scelto ‘Verranno a chiederti del nostro amore’, di mio padre: la farò solo piano e voce, senza orchestra. La sentii cantare a mia madre una mattina alle 5: mio padre aveva appena finita di scriverla e lei aveva due lacrimoni: ricordandomi di questo momento volevo dedicarla a tutti e due”.

Scheda artista Tour&Concerti Testi
21 set
Scopri tutte le date

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.