Charlie Watts, quello che nei Rolling Stones è più in là con gli anni, ha lasciato intendere che non gli dispiacerebbe appendere le bacchette al chiodo perlomeno per quanto riguarda le tournée. Charlie, nato pochi giorni dopo la fine del Blitz, la campagna aerea di Hitler contro le città inglesi, forse leggermente intimidito dall'idea che gli Stones stiano per mettersi nuovamente in marcia, pare un po' stufo. Il musicista, 72 anni, come riporta il "Daily Express" ha detto: "Il pensiero di dover fare 50 concerti, cosa che per noi una volta era normale, è una prospettiva un po' sconfortante. Adesso facciamo dei tour in piccole tranche. Certo che, se non ne facessimo più del tutto, non mi dispiacerebbe".
Gli Stones intraprenderanno la loro nuova serie di date "14 on fire" alla fine del mese. Le parole di Charlie segnalano la fine dell'attività live della veterana formazione britannica, il cui primo concerto risale al 12 luglio 1962? E chi lo sa. Riferendosi ad una sua precedente esternazione di simile tenore, in cui si lamentava del fatto che non aveva voglia d'andare a suonare al festival di Glastonbury, Charlie ha afffermato: "Mi ricordo quando ho detto che non mi andava d'andare a Glastonbury con tutto quel fango lì. Ma poi in Inghilterra abbiamo avuto tre settimane di tempo splendido, il pubblico è stato ottimo e io mi sono divertito un sacco. Quindi ho imparato che devo tenere chiusa la boccaccia". Forse anche stavolta, insomma, potrebbe essere stato un pensiero in libertà e senza conseguenze.
14 On Fire Tour:
Asia:
21 febbraio: Abu Dhabi
26: Tokyo
4 marzo: Tokyo
6: Tokyo
9: Macau
Australia:
19 marzo: Perth
22: Adelaide
25: Sidney
28: Melbourne
30: Macedon
2 aprile: Brisbane
Nuova Zelanda:
5 aprile: Auckland