Una 25enne londinese come tante altre, che prima di essere ripresa con la videocamera preferisce darsi una rassettata veloce, che mentre si trucca canticchia una delle hit del momento - "Royals" di Lorde - e una hit del passato - "Doo-wop (That thing)" di Lauryn Hill -; gentile, sorridente e fresca in jeans e felpa rosa, come molte… Se non fosse per quel debutto certificato platino in UK, per le oltre 700.000 di copie vendute con due soli singoli e per il fatto che lei si chiami Eliza Doolittle.
La voce di "Rollerblades", di "Skinny genes", "Pack up" o "You & me" è tornata a bussare alle porte della discografia con un nuovo album di inediti, intitolato "In your hands" e che esce oggi. Per l'occasione Rockol ha incontrato la giovane artista, scambiando quattro chiacchiere con lei negli uffici della sua casa discografica: "Guarda come sono fortunata. Adesso sono qui a Milano e adoro l'Italia. La città che è in cima alla lista è Roma, ancora non ci sono stata ma voglio andarci presto. Ho visto dei posti bellissimi negli ultimi anni. Anche il Sud America è fantastico, soprattutto l'Argentina."
Ma, a chiederle cosa si prova a godere di tutta questa fama non ci si ricava che un laconico: "Non sento una grande differenza rispetto a prima. Mi sento la stessa persona."
E perché anche i suoi fan potessero riconoscere in lei l'Eliza di sempre, la ragazza ha deciso di anticipare il nuovo disco con un pezzo in particolare, "Big when I was little": "perché penso che sia un buon ponte di congiunzione con il disco precedente. Non volevo arrivare dal nulla con un sound completamente diverso. So che il resto dell'album va in un'altra direzione, ma prima di tutto volevo arrivare alle persone dicendo 'ciao, vi ricordate di me'?".
Tra gli altri brani del disco c'è anche la title-track: "è una delle canzoni dell'album che probabilmente contano di più. Voglio dire, tutte significano molto per me, ma quando ho scritto questa ero in un stato molto vulnerabile. Non mi sentivo al massimo e credo che sia davvero importante ricordare i momenti di debolezza. Rendendo questa canzone la title-track pensavo che non me ne sarei scordata. Ma mi piace anche l'idea che le persone tengano il disco 'nelle loro mani', ecco il perché del titolo."
"In your hands" arriva a tre anni dall'omonimo debutto ed Eliza ha iniziato a scriverne le canzoni nel settembre 2011, appena terminato il tour mondiale. Finita la tournée si è messa al lavoro e da quel momento non ho mai smesso. Anche ora, la ragazza sta lavorando a nuovo materiale ("ma si vedrà", ha commentato lei). Quel che è certo è che, nella seconda prova discografica la Doolittle ci ha messo il cuore: "questo nuovo disco è differente dal primo. Ci sono certamente delle connessioni tra i due ma sono passati tre anni e quando ho lavorato a quello precedente ero molto giovane, con poche esperienze di vita. Non dico di sapere tutto adesso, ma ho provato delle cose, il mio cuore ha provato cose nuove e ho voluto scrivere in modo onesto del viaggio che ho fatto. Volevo esprimermi in modo vero. In questo disco ci sono molti colori, canzoni divertenti e rimandi al primo disco. Ma mi sono anche imbarcata in un grande viaggio quindi ho voluto mettere il mio cuore più allo scoperto. E' un disco molto onesto."